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Diego Lopez critica la sosta per le Nazionali: «Troppi viaggi, chi paga sono i club»

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Così l’uruguaiano: «Chi paga è la società, e ovviamente i giocatori. Tornano e non sono al cento per cento, sono stanchi»

Intervenuto ai microfoni del Corriere dello Sport, Diego Lopez, ex calciatore uruguaiano oggi allenatore, ha parlato così dei continui viaggi in Sudamerica per giocare con le nazionali.

«Quando sei giovane lo fai, hai voglia, e per un uruguagio significa tanto: lasci ogni cosa per andare a vestire la maglia della tua nazionale. Ma con gli anni la vedi in un altro modo. Dici: mi paga il club. Quando è arrivato Tabarez, io ho fatto una scelta. Avevo poco più di trent’anni e mi sono detto basta, in nazionale non ci vado più. E così diventa tutto ancora più difficile. Chi paga è la società, e ovviamente i giocatori. Tornano e non sono al cento per cento, sono stanchi. Speriamo si risolva, almeno con due partite è più gestibile. Di sicuro è impossibile che si possano fare i Mondiali ogni due anni. Perché non c’è solo quello: le qualificazioni dove le lasci? Non si può arrivare a un accordo con il club, sono i club che pagano e vogliono avere i giocatori»

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