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Zamorano: «Coppa Uefa contro la Lazio momento più bello. Scudetto 98′ fu un furto»

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L’ex attaccante Ivan Zamorano ripercorre le tappe più importanti della sua carriera in nerazzurro

In una lunga intervista a Fanpage.it, Ivan Zamorano affronta diversi temi: dalla situazione dei connazionali Sanchez e Vidal, fino alla gara famosa gara contro la Juve dell’aprile 1998. nonostante siano passati tanti anni, l’ex attaccante viene sempre ricordato con affetto dai tifosi nerazzurri.

PASSATO – «La perseveranza è stata sempre la mia dote principale. Basta pensare allo scenario d’origine: provenivo da un Real Madrid nel quale  Jorge Valdano non mi vedeva più nonostante nella stagione 1994-95 fossi stato il capocannoniere. Appena arrivato all’Inter sapevo che dovevo seguire la lezione che mi aveva dato mia madre fin da bambino. Dovevo lottare per trovare un posto da titolare. Ed è per questo che i tifosi interisti mi amano, perché non mi sono mai arreso, anche nei periodi più complicati. E loro vedevano riflesso in me il loro sforzo di tifosi sofferenti. Ci identificavamo a vicenda»

MIGLIOR MOMENTO – «Sicuramente la finale di Coppa UEFA vinta a Parigi contro la Lazio. Quella sera eravamo nella città delle luci e una ci ha illuminato in modo straordinario. Segnai il primo gol della partita, trionfammo e divenni il primo cileno di sempre a vincere un trofeo continentale europeo. Fu una notte magica e non ti nascono che quando posso mi riguardo per intero la partita, perché realizzai una grande performance. In quelle immagini vedo un calciatore esperto che diede il suo contributo a una vittoria molto attesa e riuscì a viverla con dei tifosi straordinari che avevano fatto tanti km per vederci trionfare»

SCUDETTO 98′ – «Il calcio purtroppo è così. Un episodio decide tutto. Quando vidi Iuliano stendere Ronaldo in area ero a due metri e non capii perché non fu fischiato il rigore. In quel momento ci rendemmo conto che si trattava di un furto, tutti avevamo visto cosa era appena successo. E per giunta nell’azione susseguente diedero un rigore alla Juve”»

SANCHEZ VIDAL – «Arturo ha dimostrato in tutta la sua carriera la sua estrema completezza. In quanto a sforzi e perseveranza mi assomiglia molto. La sua è una mentalità vincente, la mentalità di un calciatore polivalente, che sa tessere gioco ma anche lottare e inserirsi in attacco. È un guerriero che però sa prendersi cura del pallone anche in fase di costruzione.  Ed è un grande motivatore per i suoi compagni e per i tifosi. Personalmente penso che in momenti come questo, quando si ha poco spazio, Alexis stia facendo quello che deve fare, ossia dare il suo contributo quando viene chiamato in causa. Lui è un giocatore diverso dagli altri, di quelli che può accendere la luce in qualsiasi momento. È creativo, e rapido di testa, e può offrire molte alternative di gioco a Simone Inzaghi. Deve continuare a lavorare e non arrendersi mai per trovare la giusta forma quanto prima»