Inter, il caso arbitrale diventa un terremoto: dopo Frattesi, esplode anche il caso Thuram
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Inter, il caso arbitrale diventa un terremoto: dopo Frattesi, esplode anche il caso Thuram

Dal Corriere dello Sport nuove critiche alla «soglia alta» di Orsato: nel mirino gli errori di Arena e Mariani, ma anche le mancate chiamate al VAR di Santoro e Fabbri

Le polemiche arbitrali continuano ad accendere il dibattito attorno all’Inter. Dopo l’episodio che ha coinvolto Davide Frattesi nella giornata di sabato, anche il contatto tra Marcus Thuram e Viery, durante Inter-Fiorentina, finisce sotto la lente d’ingrandimento. Due situazioni differenti, ma accomunate da una valutazione contestata e da interrogativi che riguardano non soltanto gli arbitri in campo, ma anche chi avrebbe dovuto intervenire dalla sala VAR.

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Il Corriere dello Sport punta il dito contro quella che viene definita l’ormai inspiegabile «soglia alta» di Orsato, un criterio che, secondo l’analisi del quotidiano, rischia di diventare una giustificazione per errori evidenti anziché uno strumento per rendere più uniforme la direzione delle partite.

Gli episodi chiamano in causa Arena, protagonista della direzione arbitrale di sabato, e Mariani, impegnato nella sfida di ieri tra nerazzurri e viola. Ma le responsabilità, secondo il quotidiano, non si esauriscono sul terreno di gioco: sotto accusa finiscono anche Santoro e Fabbri, rispettivamente al VAR nelle due occasioni contestate.

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La critica si allarga poi alla narrazione secondo cui la nuova gestione arbitrale favorirebbe un maggiore tempo effettivo. Per il giornale, si giocherebbe di più soprattutto grazie alle disposizioni IFAB contro le perdite di tempo, introdotte in vista del Mondiale.

Il caso Thuram, in particolare, viene considerato persino più grave di quello relativo a Frattesi. Due episodi che riaccendono il confronto sulla coerenza delle decisioni arbitrali e sull’effettiva capacità del VAR di correggere gli errori più evidenti. Perché, quando un contatto appare chiaro, la domanda diventa inevitabile: perché non intervenire?

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