
L’ex arbitro non fa sconti al direttore di gara dopo il penalty negato a Thuram: nel mirino anche Fabbri al VAR e la gestione degli episodi decisivi della sfida
Polemica rovente dopo Inter-Fiorentina, con Mauro Bergonzi che alla Domenica Sportiva analizza gli episodi arbitrali più discussi della partita, puntando il dito contro Mariani per il rigore non concesso ai nerazzurri in occasione del contatto tra Viery e Marcus Thuram. L’ex direttore di gara non usa mezzi termini e giudica severamente la decisione presa sul campo, chiamando in causa anche Fabbri al VAR.
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Il giudizio complessivo è pesante, soprattutto considerando il valore dell’arbitro coinvolto e l’importanza dell’episodio nell’economia della gara.
PAROLE – «Un 4 se lo prende tutto Mariani: è uno dei più bravi e non può commettere un errore così. Però bisogna essere onesti: al minuto 95 è stato bravo e ha visto bene sul fallo di Valdepenas su Thuram, vede giusto perché il giocatore viola si disinteressa totalmente del pallone e abbraccia e prende per il collo l’avversario. E’ una trattenuta evidente, è rigore sempre e comunque. Ma al 69′ Thuram riceve palla, dribbla Viery: sgambetto, l’arbitro sta per fischiare ma non fischia più.
L’arbitro sta per fischiare ma non so per quale motivo ci ripensi. Ma guardate anche i giocatori della Fiorentina: il linguaggio del corpo di Vieri come a dire “rigore netto”, Ndour ha le braccia sui fianchi, Dragusin ha le mani in faccia. Questo rigore non viene assegnato: sbaglia clamorosamente l’arbitro, ma io faccio fatica a capire perché Fabbri al VAR non ha richiamato il monitor per dare questo rigore che è nettissimo. Questo è sempre rigore, ieri, oggi e domani. Probabilmente mi sono perso qualcosa sui falli in area. E io do la colpa a Orsati, questi sono gravissimi».
Per Bergonzi, dunque, l’errore sul contatto tra Viery e Thuram è clamoroso, soprattutto per la mancata revisione al monitor. L’ex arbitro riconosce a Mariani la correttezza della decisione al 95′, ma non risparmia critiche sulla gestione del precedente episodio. Nel mirino finisce anche la direzione arbitrale complessiva, con interrogativi sulla mancata chiamata del VAR e sulle responsabilità dei vertici arbitrali.