Lukaku-Samardzic, l'Inter non scende a patti
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Lukaku-Samardzic, l’Inter non scende a patti: ditelo al papà e all’avvocato

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Romelu Lukaku e Lazar Samardzic sono stati due veri e propri casi di mercato in casa Inter: la società non è scesa a patti

Sia nella vicenda legata a Romelu Lukaku, sia in quella legata a Lazar Samardzic, l’Inter ha dimostrato di non voler scendere a compromessi. Per i nerazzurri le parole sono importanti, e quando qualcuno non tiene fede alle promesse, si ritrova chiusa la porta per il suo eventuale approdo alla beneamata. È successo a Lukaku, che aveva già tradito i nerazzurri per accettare la corte del Chelsea soltanto due anni fa, salvo poi tornare con la coda fra le gambe. Il belga ha giurato amore per i colori nerazzurri ed ha chiesto scusa. Poi, ha fatto lo stesso (se non peggio), flirtando con la Juve mentre i nerazzurri facevano i salti mortali per acquistarlo dai Blues. Vicenda simile, quella che riguarda Samardzic. Visite mediche effettuate al CONI e accordo siglato con l’Udinese. Poi l’arrivo del padre ha cambiato tutto. L’Inter dice no, in entrambi i casi.

L’Inter dice no a Lukaku: dillo all’avvocato

Ci siamo immaginati Beppe Marotta ad interpretare il ruolo dello youtuber Luis Sal, nella risposta data all’ex amico e collega Fedez, diventata subito virale sul web. Anche in quel caso il motivo della rottura tra i due era legato ai soldi. Big Rom aveva sempre detto che non era quella la sua priorità. Gli obiettivi sportivi da raggiungere con la maglia nerazzurra erano al primo posto rispetto alla sfera economica. Parole gettate al vento, quando i dirigenti nerazzurri hanno scoperto dei frequenti contatti avuti dal calciatore per passare alla Juventus (che gli offriva un contratto di poco superiore). Un ruolo chiave in questa vicenda l’ha avuto il suo avvocato, Sebastien Ledure. Da alcuni anni si è sostituito al ruolo dei procuratori del belga, curando lui stesso gli interessi del calciatore (è per mano sua che i nerazzurri erano riusciti ad ottenere il prestito dal Chelsea lo scorso anno).

Il problema con Roc Nation e la telefonata rispedita al mittente

In questo caso, il legale-agente di Big Rom, ha voltato le spalle al club di Viale della Liberazione, creando un problema non da poco con Roc Nation (l’agenzia che cura gli interessi di Lukaku e che si era schierata apertamente per difendere il proprio assistito quando subì il grave episodio discriminatorio proprio contro i bianconeri in Coppa Italia). Dopo tutto il polverone e, soprattutto, dopo aver tenuto chiuso il telefono per un’intera settimana (non rispondendo né ai dirigenti, né tantomeno ad allenatore e compagni), Lukaku ha provato a ricucire con l’Inter, o perlomeno a spiegare le proprie ragioni. Davanti a sé ha trovato un muro alzato dai dirigenti, soprattutto da Piero Ausilio, il quale ha chiuso il telefono in faccia al calciatore dopo soltanto pochissimi secondi di conversazione. Nemmeno il tempo di un saluto.

L’Inter dice no a Samardzic: dillo al papà

Nello scontro Luis-Fedez la frase riguardava la mamma del cantante. Per l’affare ormai definitivamente sfumato di Lazar Samardzic all’Inter, il protagonista in negativo è stato il padre del calciatore. Dopo aver concluso l’iter delle visite mediche, si attendeva soltanto l’arrivo in Italia del genitore del serbo, per mettere la firma sul contratto che lo avrebbe legato ai nerazzurri. Al suo arrivo a Milano le cose sono totalmente cambiate.

I dirigenti nerazzurri avevano chiuso l’accordo con l’agente Rafaela Pimenta (legata al gruppo Raiola), ma il padre del centrocampista ha spodestato la procuratrice, volendo cambiare lui stesso le condizioni economiche già pattuite con i nerazzurri. Davanti a sé si è trovato invece un muro, con la società meneghina che non ha indietreggiato di un solo centimetro. A nulla è servito, poi, il tentativo di inserire un nuovo agente, il terzo. I rapporti si erano ormai deteriorati. Tempo di rifare le valigie e tornare ad Udine.

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