Turnover non all'altezza? La situazione in casa Inter
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Turnover non all’altezza? La differenza per l’Inter la fa la testa (non tanto il talento)

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La situazione attuale dell’Inter tra testa, turnover e una rosa che, al di là dei singoli, reagisce su una questione prettamente mentale

Molto spesso si dice che l’Inter sia una doppia squadra che riesca a dare il meglio di sé sia in campionato che nelle coppe europee. Una rosa talmente completa e soprattutto matura che potrebbe essere in grado di vincere anche molto più di un semplice scudetto, seppur sia l’obiettivo stagionale dove i nerazzurri non vogliono assolutamente fare a meno.

La ciliegina sulla torta arriva nel momento in cui si vanno a guardare i conti: un gruppo compatto e soprattutto a costo zero dove da una parte ci sono i campioni e l’esperienza di giocatori di un certo calibro, e dall’altra giovani che invece saranno il futuro della squadra nerazzurra (oltre che ad essere pedine di un certo calibro e pagate anche a cifre molto importanti, per quanto possano sembrare a primo impatto contenute).

C’è però un piccolo, ma grande aspetto su cui però occorre analizzare correttamente: utilizzato anche come tallone d’Achille nei confronti dell’Inter proprio per trovare un difetto nei confronti della squadra (che attualmente risulta perfetta). Le cosiddette riserve, non tanto nell’individualità bensì nel complesso, considerando che fino ad ora il turnover di Simone Inzaghi è stata l’unica pietra tirata nei suoi confronti.

Turnover che ha visto completamente le seconde linee, in certi frangenti della partita non riuscire a trovare il bandolo della matassa, ma dall’altra parte più per una questione di giocatori all’altezza (che possono andare dall’Asllani di turno fino Bisseck), bensì è un contesto all’insegna della mentalità, e i fatti sono sotto l’occhio di tutti.

Quello più presente è sicuramente il match contro il Benfica dove la gara è stata rimontata dal 3-0 al 3-3, che poi è vero che l’entrata dei vari Lautaro Martinez e Thuram hanno addirittura rischiato la vittoria, ma il 70/80% del lavoro lo ha fatto la testa delle cosiddette riserve: primo tempo non all’altezza e poi la scintilla che a fatto la differenza.

Anche Inzaghi ha notato l’ultima partita contro il Real Sociedad che è una questione di testa, al di là dell’avversario «Sono molto soddisfatto dei ragazzi per il girone che hanno fatto, da imbattuti, Volevamo arrivare primi, vincere davanti ai nostri tifosi,. Ma l’avversario si è dimostrato molto forte, abbiamo fatto molto meglio rispetto a San Sebastian. Abbiamo avuto quattro occasioni, ma non ho niente da dire ai ragazzi. Abbiamo trovato una squadra molto aggressiva che, dove non arriva col pressing, riesce a interrompere le azioni facilmente. Volevamo arrivare primi, il sorteggio sarà meno agevole ma ci penseremo a febbraio».

Il tempo darà ragione anche al turnover d’Inzaghi, accettando anche degli alti e bassi, ma quando è la testa a fare la differenza è sicuramente un qualcosa di risolvibile.

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