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Inter, le casse respirano: ridotto il costo della rosa del 17%

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Raggiunto l’obiettivo prefissato da Zhang. E l’Inter è rimasta competitiva

È servito qualche sacrificio, ma alla fine l’Inter ha raggiunto l’obiettivo. La società nerazzurra è riuscita a mettersi in sicurezza riducendo i costi, come aveva chiesto Steven Zhang appena un anno fa, e rimanendo comunque competitiva. Un lavoro straordinario quello compiuto dalla dirigenza che è riuscita a mantenere alto il livello della rosa soprattutto grazie a un mercato affrontato in maniera intelligente, come sottolineato da La Gazzetta dello Sport:

«Nel 2020-21 il costo per gli ammortamenti era pari a 137 milioni, poi sono usciti dalle immobilizzazioni Hakimi, Lukaku, Nainggolan, Joao Mario, Eriksen e sono entrati Vanheusden, Dumfries, Correa (Gosens verrà ammortizzato a partire dal 2022-23) per un risparmio di circa 35 milioni, a quota 102 milioni. Di conseguenza, il costo della rosa – inteso come somma degli stipendi per i tesserati e degli ammortamenti – passa dai 312 milioni del 2020-21 ai 259 stimati nel 2021-22. Quindi 53 milioni in meno, pari al 17%».

Le cessioni, in alcuni casi dolorose, hanno permesso all’Inter di risparmiare anche sul monte ingaggi, sul quale ha influito (e non poco) anche il cambio in panchina:

«La base di partenza è 175 milioni. Sono arrivati Dzeko, Dumfries, Correa, Calhanoglu, Gosens e Caicedo per un esborso complessivo di circa 30 milioni lordi. Sono usciti Lukaku, Hakimi, Joao Mario, Nainggolan, Eriksen, Young più Sensi e Pinamonti trasferiti in prestito (assieme ad altri) per un risparmio complessivo di circa 40 milioni. Tra entrate e uscite il saldo sarebbe positivo per una decina di milioni ma va tenuto conto dei rinnovi contrattuali, alcuni al ribasso (D’Ambrosio, Ranocchia, Kolarov) altri al rialzo (Bastoni, Lautaro, Barella, Dimarco) per una maggiorazione di spese che nel 2021-22 dovrebbe attestarsi su circa 8 milioni. Quest’anno il parco giocatori ha, quindi, assorbito, una riduzione di un paio di milioni sul costo del lavoro.

Il cambio in panchina (dai 24 milioni lordi di Conte agli 8 di Inzaghi) ha consentito un risparmio di ulteriori 16 milioni. Arriviamo, così, al -18 milioni di stipendi del personale tesserato nel 2021-22, per un ammontare di circa 157 milioni (al netto dei premi). Il taglio è dell’ordine del 10% contro il 15% prefissato dalla proprietà».

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