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Jacobelli: «Dybala-Lukaku-Lautaro? Gli Zhang erigano una statua a Marotta»

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Il giornalista Xavier Jacobelli ha commentato le recenti mosse di mercato messe in atto dall’Inter e dal suo quarterback Marotta

Nell’edizione odierna di Tuttosport si legge un’analisi interessante condotta dal giornalista e direttore Xavier Jacobelli riguardo l’Inter e soprattutto riguardo la bravura di Giuseppe Marotta. Una dichiarazione lunga, ma vale la pena leggerla. Davvero.

LE PAROLE- «Nell’estate 2019, Marotta aveva acquistato Lukaku dal Chelsea per 74 milioni di euro. Nell’estate 2021 ha ceduto Lukaku al Chelsea per 115 milioni di euro. Nell’estate 2022 sta per riportare Lukaku all’Inter, in prestito per un anno, in cambio al massimo di 15 milioni di euro. E tutto questo in un club che, dopo il giro di vite del governo di Pechino, quotidianamente costringe l’Inter a tenere d’occhio i conti, un esercizio delicato e complicato che soltanto la bravura di Alessandro Antonello, il dioscuro di Beppe, riesce a eseguire. Dite voi se Marotta, oggi sessantacinquenne, che a 19 anni era già responsabile del settore giovanile del Varese, sia o non sia il miglior dirigente del calcio italiano nonché il miglior colpo che Steven Zhang potesse realizzare da quando il suo Gruppo multinazionale è proprietario della Beneamata. Dite voi se non sia comprensibilmente difficile operare in un contesto societario su cui pende la spada di Damocle o, per meglio dire, di Oaktree. Trattasi del fondo americano che ha garantito a Suning il finanziamento fondamentale per la vita dell’Inter. Capite perché l’azione di Marotta lo consacri come l’acquisto migliore che Suning potesse fare, dimostrando saggezza e intuito nell’affidare all’ex juventino la conduzione dell’area sportiva, venendo ripagato da eccellenti risultati. E poi c’è l’Operazione Dybala, la cui importanza, sia pure in un contesto differente, è paragonabile al Grande Ritorno di Lukaku. Sornione quanto attendista, in questi mesi Marotta si è messo pazientemente alla finestra, ha seguito l’evoluzione della situazione contrattuale della Joya e, quando richiesto, sull’argomento ha sistematicamente rilasciato dichiarazioni felpate, badando bene a non fare mai invasioni nel campo sabaudo che conosce come le sue tasche. Sino al redde rationem che si sta avvicinando a grandi passi, come ci raccontano le cronache di queste ore. Paradigmatica e, al tempo stesso, nemmeno tanto subliminale, la sortita del 30 maggio scorso, partecipando all’evento L’Amico Atletico di Fondazione Cardinaletti Onlus a Milano: “Mi domandate se Dybala verrà all’Inter? Nello sport devono essere accettate quello che io chiamo bugie bianchde. In questo momento non lo so, poi è chiaro che la speranza sia quella che Dybala possa giocare con noi”. Chiaro, no? Cioè perfettamente marottiano. E vogliamo parlare della scelta di Conte, di quante volte se Antonio era concavo, Beppe si faceva convesso e quando Antonio si faceva convesso, Beppe diventava concavo? Vogliamo ricordare per quante volte Beppe ha dovuto fare il pompiere per spegnere le fiamme dialetticamente appiccate dall’incendiario salentino, allenatore tanto formidabile quanto fortunato nell’incrociare anche all’Inter l’uomo che lo volle alla Juve? Quando Marotta avrà messo la firma in calce al Gran Tridente Dybala-Lautaro-Lukaku, gli Zhang dovranno erigergli una statua al numero 1 di Suning Avenue, Xuzhuang Software Park, Xuanwu District, Nanjing City, Jiangsu, quartier generale di Suning. Sarà il minimo»

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