
L’ex difensore nerazzurro racconta l’addio dopo la conquista di Scudetto e Coppa Italia, il rapporto speciale con i compagni e la nuova avventura al Bologna. E sul campionato non ha dubbi: l’Inter resta la favorita
Intervistato da SportMediaset, Matteo Darmian, oggi al Bologna dopo aver concluso la sua esperienza con l’Inter, è tornato a parlare dei sei anni trascorsi in nerazzurro. L’esterno ha ripercorso le emozioni dell’addio, il legame costruito con la squadra e i tifosi e le sensazioni vissute durante la nuova avventura. Non sono mancati i riferimenti a Marcus Thuram, al momento difficile vissuto da svincolato e alle ambizioni della squadra di Chivu, che Darmian considera ancora la principale candidata allo Scudetto.
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Come sta vivendo questa nuova esperienza e quali sensazioni prova?
«Sì, assolutamente sì. Quando si inizia una nuova sfida si è sempre molto emozionati, però con quella carica, con quella voglia di fare sempre bene».
Come ha reagito quando è arrivata la chiamata del Bologna?
«È stata una chiamata un po’ inaspettata, nel senso che è stata un’estate particolare per me, perché era la prima volta che mi succedeva in carriera di essere svincolato, di rimanere senza contratto, quindi è stata un’estate un po’ particolare, però la mia volontà è sempre stata quella di continuare e quindi mi ha fatto molto piacere questa chiamata ed è stata un’opportunità importante per me e l’ho colta al volo».
All’Inter Thuram la chiamava Mathieu: anche a Bologna è nato un soprannome?
«No, ancora no, ma è Tikus che mi ha dato questo soprannome e me lo porto dietro con piacere. È bello, poi conoscendo anche Marcus e il legame che si è instaurato tra di noi in questi anni mi fa molto piacere».
Durante i mesi senza contratto ha mai temuto di dover smettere di giocare?
«Sai, è una domanda un po’ difficile da rispondere, però ero sempre spinto dalla passione che mi ha sempre accompagnato in tutti gli anni della mia carriera, quindi ho sempre cercato di vedere il lato positivo ed ero convinto che comunque un’opportunità poteva arrivare. Poi è logico che passando tutta l’estate magari qualche pensierino mi era balenato nella testa, però dai, sono contento di essere qui oggi».
Il suo percorso all’Inter si è concluso a giugno: si aspettava un epilogo differente dopo sei stagioni?
«Ero consapevole che di avere un anno di contratto, quindi che poteva anche finire il mio percorso con l’Inter, però diciamo che si è anche concluso bene, in maniera molto positiva, vincendo uno Scudetto e una Coppa Italia. Per me sono stati sei anni stupendi, ho un legame incredibile con tutti, dai giocatori agli staff con cui ho avuto modo di lavorare, con la società e con i tifosi si è creato qualcosa di bellissimo e unico che mi porterò sempre dentro».
Che effetto le ha fatto affrontare subito l’Inter al Dall’Ara con una maglia diversa?
«No, sono state un mix di tante emozioni, poi è normale che quando…»
Con quali compagni nerazzurri ha stretto i rapporti più forti?
«Con gli italiani da Bastoni, ma ovviamente poi anche con Tikus Turam. Però non vorrei dimenticarmi qualcuno perché veramente in questi anni penso che il gruppo è stata la forza, la base per costruire i successi che sta avendo l’Inter».
Crede che i nerazzurri siano ancora i favoriti per vincere lo Scudetto?
«Penso proprio di sì e lo sta dimostrando anche quest’anno».
È stato al Bernabéu per Real Madrid-Inter, una partita ben giocata ma senza punti conquistati: come interpreta il diverso rendimento tra campionato ed Europa?
«È coinciso perfettamente con gli impegni. Avevo la possibilità anche di portare i bambini a vedere questa grande partita al Bernabéu e mi ha fatto molto piacere. Ho visto una squadra forte perché andare a Madrid con una grande mentalità, imporre il proprio gioco non è da tutti. Poi è normale che contro queste grandi squadre possono anche arrivare delle sconfitte. In Europa tutte le partite sono difficili però sicuramente l’Inter avrà modo e la possibilità anche di andare avanti e mi auguro possa arrivare il più lontano possibile».