Venezia Inter, la sfida dei fratelli Stankovic: due maglie diverse, un unico destino nerazzurro
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Venezia Inter, la sfida dei fratelli Stankovic: due maglie diverse, un unico destino nerazzurro

Da una parte Filip, chiamato a difendere la porta del Venezia; dall’altra Aleksandar, in cerca della prima occasione da titolare con l’Inter. Al Penzo potrebbe andare in scena una storia speciale, fatta di famiglia, ambizioni e di quel filo nerazzurro che continua a legare i figli di Dejan Stankovic

Ci sono partite che valgono tre punti e altre che, indipendentemente dal risultato, raccontano storie destinate a rimanere. Venezia-Inter potrebbe appartenere alla seconda categoria, perché al Penzo il calcio potrebbe mettere di fronte, per la prima volta, Filip e Aleksandar Stankovic: due fratelli, due percorsi differenti e un cognome che, dalle parti di Appiano Gentile, evoca ricordi importanti.

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Il padre, Dejan Stankovic, è stato uno dei protagonisti dell’Inter del Triplete, un centrocampista capace di lasciare il segno nella storia nerazzurra con personalità, qualità e gol memorabili. Oggi, a distanza di anni, sono i suoi figli a scrivere nuove pagine di questa storia familiare. Non necessariamente con lo stesso percorso, ma con un legame che il calcio professionistico ha soltanto trasformato, senza spezzarlo.

Filip contro Aleksandar: due strade diverse, la stessa casa d’origine

Il primo a costruirsi una strada nel calcio dei grandi è stato Filip, classe 2002. Il portiere ha imparato presto cosa significhi lasciare casa, affrontare nuove sfide e convivere con le difficoltà del mestiere. L’esperienza nei Paesi Bassi, al Volendam, poi il passaggio alla Sampdoria e infine l’approdo al Venezia gli hanno permesso di crescere lontano dai riflettori dell’Inter, pur restando legato al mondo nerazzurro.

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Oggi Filip è un punto di riferimento per i veneti. Le sue prestazioni hanno contribuito a consolidarne il ruolo e la società ha deciso di puntare su di lui, riscattandolo nel giugno 2025 per 1,5 milioni di euro e prolungandone successivamente il contratto fino al 2030. L’Inter, intanto, ha conservato il 50% sulla futura rivendita, un dettaglio che testimonia come il club milanese continui a mantenere un interesse economico sul suo percorso.

Dall’altra parte c’è Aleksandar, tre anni più giovane e centrocampista, il cui ritorno a Milano ha seguito una strada differente. Dopo l’esperienza al Lucerna, è esploso in Belgio con il Bruges, vincendo il campionato e accumulando minuti preziosi anche in Champions League. L’Inter ha quindi esercitato la clausola prevista dal suo contratto, investendo 23 milioni di euro per riportarlo in nerazzurro.

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Il ritorno, però, non ha ancora prodotto lo spazio sperato. In quattro partite, Aleksandar ha raccolto appena 46 minuti: un bottino limitato per un ragazzo che vuole dimostrare di poter essere molto più di una promessa. Per questo, l’eventuale prima da titolare contro il Venezia avrebbe un significato particolare: non soltanto ritrovare continuità, ma cominciare a risalire le gerarchie di Cristian Chivu, che lo conosce bene dai tempi della Primavera.

Dai Thuram agli Esposito: quando il calcio diventa una questione di famiglia

La possibile sfida tra Filip e Aleksandar riporta alla memoria altri incroci che hanno trasformato una partita di campionato in un appuntamento speciale. Il caso più recente e spettacolare è quello dei fratelli Marcus e Khéphren Thuram, figli di Lilian, che hanno indossato rispettivamente le maglie di Inter e Juventus. Il 13 settembre 2025, nel Derby d’Italia vinto 4-3 dai bianconeri, entrambi sono andati a segno, pareggiandosi a vicenda nel giro di pochi minuti. Una scena rara, capace di rendere ancora più memorabile una sfida già ricca di emozioni.

Anche in casa Inter c’è un’altra famiglia che conosce bene questo tipo di emozioni: quella degli Esposito. Pio, oggi attaccante nerazzurro, e Sebastiano, fratello maggiore, si sono ritrovati da avversari in Serie A dopo aver condiviso il percorso di crescita calcistica. A loro si aggiunge Salvatore, centrocampista, completando una storia familiare che ha portato tre fratelli nel calcio professionistico italiano.

E poi ci sono i grandi precedenti del passato, come i fratelli Giuseppe e Franco Baresi, simboli rispettivamente di Inter e Milan. Due carriere differenti, due maglie che hanno alimentato una delle rivalità più sentite del calcio italiano, senza cancellare il legame familiare. Sono storie che dimostrano come il pallone sappia dividere sportivamente anche chi condivide le stesse origini.

Una partita che può cambiare il percorso di Aleksandar

Per Aleksandar, tuttavia, Venezia-Inter non sarebbe soltanto una questione sentimentale. Il centrocampista ha bisogno di giocare, di dimostrare che l’investimento sostenuto dall’Inter per riportarlo a Milano può tradursi in un contributo concreto alla squadra. Chivu conosce le sue qualità, lo ha allenato in Primavera e sa quanto possa offrire quando trova continuità.

Di fronte ci sarebbe Filip, chiamato a confermare i progressi compiuti con il Venezia e a misurarsi con uno dei migliori attacchi del campionato. Per lui, affrontare il fratello significherebbe difendere la propria porta senza sconti, almeno fino al fischio finale.

Il calcio non concede spazio ai sentimentalismi quando l’arbitro dà il via alla partita. Per novanta minuti, Filip dovrà fermare gli attacchi avversari e Aleksandar cercare di superarli. Poi, qualunque sia il risultato, torneranno a essere semplicemente due fratelli.

Ed è proprio questo il fascino della possibile sfida del Penzo: due ragazzi cresciuti sotto lo sguardo di un padre che ha scritto pagine importanti della storia nerazzurra, oggi chiamati a costruire la propria identità. Il cognome è lo stesso, la maglia no: Venezia-Inter potrebbe diventare il giorno in cui la storia degli Stankovic si trasforma in un nuovo capitolo del calcio italiano.

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