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Conferenza stampa Ranocchia: «Siamo un bel gruppo. Inzaghi ha dimostrato di essere da Inter» – VIDEO

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Conferenza stampa Ranocchia: le parole del difensore dell’Inter alla vigilia del match di campionato contro il Venezia

Dopo aver conquistato la qualificazione agli ottavi di Champions League, l’Inter si rituffa in campionato per dare seguito alla bella vittoria di domenica scorsa contro il Napoli. Avversario degli uomini di Inzaghi sarà la sorpresa Venezia di Paolo Zanetti. Nel giorno della vigilia Andrea Ranocchia presenta la gara in conferenza stampa. Internews24.com ha seguito LIVE le parole del difensore nerazzurro.


QUALIFICAZIONE AGLI OTTAVI – «È un traguardo importante, ci tenevamo tutti a raggiungerlo. È stato un passo importante, perché non siamo partiti bene e poi abbiamo rimesso a posto le cose. Per la Champions siamo tranquilli ma domani abbiamo un match difficile in un campo molto difficile».

INZAGHI – «A me non piace fare paragoni con i mister del passato. Il mister ha fatto vedere che sa gestire un grande gruppo di giocatori, le cose ora stanno andando bene e spero che proseguano così per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati».

ORGOGLIOSO – «Mi sono divertito molto in queste due partite importanti. Giocare con questo gruppo qui è veramente bellissimo, ti dà tante soddisfazioni e mi rende felice. Sono contento di queste due vittorie ma il passato è passato e da domani dobbiamo conquistare tre punti».

CONDIZIONE – «Non sapremo chi giocherà, il mister sta facendo le valutazioni. Io sono pronto, sono sempre pronto ma l’importante è che la squadra continui a fare quello che sta facendo. Se il mister deciderà di mettermi in campo sarò pronto altrimenti sarò pronto a fare quello che serve».

MOMENTO DELLA SVOLTA – «È cambiato il mio modo di affrontare la giornata, l’allenamento, la partita e tutto. Con l’età si matura e migliora, si cresce. È un percorso che ho iniziato tempo fa, ora sto bene. Gli allenatori del passato da Conte a Spalletti mi hanno dato una grande mano.  E poi il gruppo, forte e coeso, io sono uno dei tanti in un gruppo molto competitivo. È un insieme di cose, non c’è un momento ben specifico».

UOMO SPOGLIATOIO – «Si è creato un’aura strana su di me nello spogliatoio, forse un po’ esagerato quando si parla dei più anziani come me o Handanovic o altri ancora. Ognuno fa la miglior cosa che può fare in determinati momenti. Quando sono arrivato all’Inter era una squadra piena di campioni, quello che ha contraddistinto tutti è stato l’aprirsi con i nuovi membri come me, Pazzini o Nagatomo».

POCA CONTINUITÀ – «La professionalità e un modo di approcciare uno sport di squadra è sempre rimasto lo stesso. Se non ho sempre trovato continuità e perché sono state fatte altre scelte. Io voglio e spero di farmi trovare pronto il più a lungo possibile».

GRUPPO – «Il gruppo si è formato negli anni e nelle difficoltà diventando sempre più forte. Abbiamo perso giocatori importanti, tutti erano preoccupati ma la società ha lavorato nel miglior modo per rimpiazzarli. Siamo sulla strada giusta per non far rimpiangere il passato ma il percorso è lunghissimo».

UNIONE DEL GRUPPO – «Non c’è una bacchetta magica in queste cose, è un percorso. Negli anni succedono tante cose, sia positive che negative e in quelle negative la maggior parte dei ragazzi ha saputo agire nel modo giusto per ribaltarle per vincere. Non c’è una persona o una decisione o un avvenimento per far sì che si arrivi a questo. E’ un percorso lungo che deve essere fatto da uomini straordinari, come sono i ragazzi che fanno parte di questa squadra».

SQUADRA PIÙ PERICOLOSA PER LO SCUDETTO – «Domanda difficile, incidono troppe cose. Ci sono tante squadre equilibrate davanti ma ci sono le coppe, gli infortuni e ci sono tante cose che possono incidere. Noi siamo un pochino dietro, ma ci siamo e questo e ciò che conta».

BROZOVIC – «L’importante che lo vedo come lo sto vedendo da 4-5-6 anni a questa parte. Ogni partita migliora sempre di più, per il rinnovo non ne ho idea sono questioni societarie e se ne occuperanno loro».

SCUDETTO – «Tornata la sensazione di poter vincere lo scudetto? Sono sensazioni esterne, a livello nostro di spogliatoio è una sensazione che abbiamo dall’inizio. Se lavoriamo in un determinato modo possiamo arrivare lontano. Il resto sono cose esterne rispetto a ciò che succede nel gruppo».

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