
Chivu e l’intervallo di Bologna-Inter: il messaggio dietro la rimonta nerazzurra arriva in conferenza pre Shakhtar Donesk. Le parole del tecnico
Alla vigilia di Inter-Shakhtar Donetsk, Cristian Chivu è tornato su uno dei momenti chiave dell’ultima gara di campionato contro il Bologna. Al Dall’Ara i nerazzurri avevano sofferto nel primo tempo, andando ancora una volta in svantaggio prima di chiudere la prima frazione sull’1-1. Nella ripresa, però, l’Inter è rientrata in campo con un atteggiamento diverso e ha poi completato la rimonta fino al 3-1 finale.
Uno dei temi affrontati in conferenza ha riguardato proprio quanto accaduto nello spogliatoio durante l’intervallo, con Chivu che ha spiegato il suo modo di rapportarsi alla squadra.
LA RABBIA ALL’INTERVALLO – «Mi avete sentito urlare?… Io parlo piano, alzo la voce, rido, mi ri-arrabbio… Ma faccio le stesse cose che faccio anche a casa coi miei figli, perché considero i miei calciatori molto vicino a quello che è l’amore per la mia famiglia, perché stiamo passando tanto tempo insieme. Se parlo calmo, se mi arrabbio, il mio amore nei loro confronti non cambia mai».
Chivu ha poi ridimensionato il peso personale nella svolta arrivata dopo la pausa, sottolineando soprattutto la capacità dei giocatori di leggere meglio la partita e reagire alle difficoltà.
IL CAMBIO DI ATTEGGIAMENTO – «Non lo so… Di cosa parliamo? Se si parte male la colpa è mia, giusto? Se all’intervallo si cambia l’esito della seconda parte della partita è merito mio? No! E’ una somma di cose, dove si capiscono determinate cose, dove si reagisce all’avversario. C’è sempre l’intervallo che ti permette di far capire meglio l’andamento della partita, ma poi sono bravi loro in campo a capire la reazione a determinate avversità che avvengono, alla bravura dell’avversario. Non riusciremo mai a giocare da soli, perché ci sono squadre preparate ed evolute, squadre che contro l’Inter danno tanto dal punto di vista dell’intensità. Perché tutti in questo momento vogliono battere l’Inter, ma lo è così da 7 anni e lo era anche ai miei tempi quando ero in campo. E non è merito di qualcuno o demerito di qualcun altro: l’importante è la reazione agli errori».
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Il messaggio finale è probabilmente il più importante: l’errore viene accettato, purché sia seguito da una reazione. È questa la chiave con cui Chivu legge il 3-1 del Dall’Ara e, più in generale, il percorso della sua Inter: non una squadra obbligata alla perfezione, ma un gruppo chiamato a reagire rapidamente alle difficoltà.