
Trevisani ha commentato il valore dell’Inter e il suo possibile percorso in Champions League, ridimensionando gli obiettivi dei nerazzurri nella competizione
Durante Fontana di Trevi, Riccardo Trevisani ha parlato del possibile percorso dell’Inter in Champions League, soffermandosi sul divario che, a suo giudizio, separa ancora i nerazzurri dalle principali potenze europee. Il giornalista ha ricordato come anche squadre molto competitive possano uscire presto dalla competizione, soprattutto negli scontri diretti.
IL CAMMINO IN CHAMPIONS – «Quel signore che gli ha fatto fare due volte finale è uscito agli ottavi. Quindi con l’Atletico puoi uscire. Se ci fosse una cosa pazzesca per cui la Roma arriva al ventiquattresimo e l’Inter nona e giocano andata e ritorno, l’Inter è favorita. Ma puoi uscire. Sessanta quaranta. Quindi io faccio fatica a immaginare anche la Roma dell’altro giorno per ottanta minuti che però su due gare elimina queste sette squadre. C’è differenza secondo me. Certo se l’Inter ha trenta punti di vantaggio sulla seconda, può fare turnover… Però voglio dire che l’Inter è molto forte. Molto. Ma quelle sono molto più forti. Le big sei, le big sette, sono fortissime. Purtroppo».
Trevisani ha poi spostato l’attenzione sul mercato estivo, spiegando come avrebbe preferito un investimento diverso rispetto ad alcune operazioni portate a termine dal club nerazzurro.
LE SCELTE DI MERCATO – «Io avrei comprato un portiere e non Spence e Curtis Jones. Per il momento, a sorpresa i fatti mi danno infinitamente ragione. Però può succedere che invece il portiere Martinez comincia a parare, Spence fa dieci assist, Curtis Jones ruba il posto a Zieliński e Calhanoglu e Barella. Vabbè… Non è che tu l’anno prossimo puoi provare un altro acquisto da trenta milioni e farlo andare male, o due che insieme fanno sessanta. Il Liverpool può sbagliare, Wirtz a cento milioni, ne prende un altro da cento milioni, no? Quindi loro possono spendere, spendere e sbagliare gli acquisti. Tu non puoi sbagliare. E li sbagli, perché purtroppo si sbagliano, perché come è nato il primo gol del Bologna? Nessuno ha scritto un messaggio: chi perde palla… Luis Henrique? Hai capito il gioco? Sono sempre venticinque zucchine. Cioè c’è un giocatore che all’Inter è, dopo Spence, dopo Diouf e dopo Carlos Augusto a destra…».
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Il ragionamento di Trevisani si muove quindi su due piani: da una parte riconosce la forza dell’Inter, dall’altra sottolinea come in Champions esistano squadre con un livello complessivo ancora superiore. Sul mercato, invece, il giornalista mette l’accento soprattutto sul margine di errore più ristretto rispetto ai club economicamente più potenti d’Europa.