
Dai dissapori con il tecnico leccese al Tottenham fino all’idolo Ronaldo il Fenomeno: la parabola del laterale inglese risorta a Rotterdam
La crescita di Djed Spence con la maglia dell’Inter sta diventando una delle storie più interessanti e sorprendenti di questa prima parte di stagione. Dopo aver lanciato segnali importanti già nel derby di Milano, la conferma definitiva per il terzino inglese è arrivata nella vittoriosa notte europea di Champions League al De Kuip contro il Feyenoord. L’edizione online di Repubblica ha svelato diversi retroscena e curiosità sul passato del calciatore, tracciando il ritratto di un ragazzo capace di superare momenti complessi prima di trovare la propria consacrazione in nerazzurro.
Il rapporto mai decollato con Antonio Conte e il mito di Ronaldo
Il primo retroscena riguarda un conto aperto con il passato e, ironia della sorte, con un ex allenatore simbolo della storia recente interista: Antonio Conte. Nel 2022, al momento dell’approdo di Spence al Tottenham, l’allenatore leccese definì pubblicamente il terzino come un «acquisto della società» e non espressamente richiesto da lui. Un’accoglienza gelida che segnò negativamente l’esperienza londinese del ragazzo:
«Al Tottenham il rapporto con Conte non è mai decollato. Nel 2022 l’allenatore ha presentato il terzino come un acquisto della società, non richiesto da lui. “Mi hanno distrutto un po’ la fiducia”, ha raccontato il giocatore, che ha lamentato anche la mancanza di dialogo con il tecnico. Dopo anni di prestiti e difficoltà, la vittoria di Rotterdam ha il sapore di una rivincita», rivela Repubblica.
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Un percorso ad ostacoli riscattato a suon di grandi prestazioni alla corte di Cristian Chivu, spinto anche da una passione viscerale per i colori nerazzurri coltivata fin da bambino. Il suo idolo d’infanzia nella storia dell’Inter è infatti Ronaldo il Fenomeno, punto di riferimento assoluto per il classe 2000.
Arti marziali e l’exploit al Nottingham Forest
Tra le particolarità della sua formazione c’è anche lo sport praticato da giovanissimo: prima di fare del pallone la sua ragione di vita, Spence si è cimentato con ottimi risultati nel taekwondo, disciplina che lo ha aiutato a sviluppare l’esplosività atletica, la coordinazione e la reattività che mostra oggi sulle corsie esterne.
Il suo grande talento cristallino, del resto, era già emerso con forza nel marzo 2022 quando vestiva la maglia del Nottingham Forest: in quel singolo mese in Championship conquista una clamorosa tripletta di premi individuali vincendo il titolo di miglior giocatore del mese, miglior giovane e autore del gol più bello, grazie alla perla balistica messa a segno contro il Queens Park Rangers. Un bagaglio di colpi e determinazione che oggi l’Inter si gode appieno per il presente e per il futuro.