Conferenza stampa Chivu post Inter-Fiorentina: «Non abbiamo mollato. La parte mentale è importantissima. E devo ringraziare Zidane»
Hanno Detto

Conferenza stampa Chivu post Inter-Fiorentina: «Non abbiamo mollato. La parte mentale è importantissima. E devo ringraziare Zidane»

Chivu analizza la rimonta del Meazza, elogia la leadership di Thuram e invita alla prudenza su Lavelli: «Andrei piano con i ragazzi». E sulla squadra: «Non dobbiamo accontentarci quando le cose vanno bene, né abbatterci quando vanno male»

Al termine di Inter-Fiorentina, Cristian Chivu è intervenuto in conferenza stampa per commentare la vittoria in rimonta dei nerazzurri. L’allenatore ha analizzato la prestazione della squadra, soffermandosi sulla mentalità mostrata dopo il gol subito, sulla crescita di Marcus Thuram e sulle prospettive del giovane Matteo Lavelli.

Chivu soddisfatto della rimonta: «Sono felicissimo»

Il tecnico nerazzurro ha sottolineato la qualità della prestazione e la capacità della squadra di reagire allo svantaggio, senza lasciarsi condizionare dagli episodi.

«Abbiamo fatto una buona gara sotto tutti i punti di vista, poi siamo andati sotto con il punto della domenica, ma ci sta. Bisogna crederci fino in fondo, fare del nostro meglio e avrei detto le stesse cose anche se fosse finita 0-1 o 1-1. Per quello che abbiamo fatto, per la capacità di andare sempre in area loro senza subire ripartenze, sono felicissimo. La parte mentale è importantissima, oggi non ci siamo fatti prendere né dal panico né da qualche ingiustizia. E’ merito della squadra, di chi ha giocato dall’inizio e di chi è subentrato poi».

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Thuram, la crescita e la leadership: «È un giocatore straordinario»

Chivu ha poi parlato della crescita dell’attaccante francese, diventato un riferimento importante per l’Inter soprattutto in assenza di Lautaro Martinez. Il tecnico ha elogiato la sua capacità di assumersi responsabilità e di fare la differenza anche nei momenti più delicati.

Come hai trasformato Thuram in questo giocatore devastante?

«Non so se è merito mio o di Zidane (ride, ndr). Tira fuori la sua leadership, quello che è lui. Si è preso la responsabilità sulle spalle nel momento senza Lautaro, ne abbiamo parlato durante la sosta quando è rimasto ad Appiano. E’ un giocatore straordinario e lo fa vedere, si è messo a scattare e saltare l’uomo anche al 100′. E’ entrato in area con ferocità devastante, quando ti punta con quella velocità c’è sempre il rischio che ti salti o succeda qualcosa. Gli abbiamo dato anche un giorno di riposo domani nonostante la squadra si allenerà».

Perché Thuram non calcia i rigori? La risposta di Chivu

L’allenatore nerazzurro ha spiegato anche perché il francese non sia tra i principali rigoristi della squadra, sottolineandone la generosità e l’atteggiamento positivo nei confronti dei compagni.

Come mai non calcia i rigori?

«Ne abbiamo tanti di rigoristi. Lui si diverte, è un generoso e strafelice per gli altri. Dubito un giorno inizierà a calciare i rigori. Prendiamoci quanto di buono sta facendo, non essere stato convocato gli ha dato qualcosa in più dal punto di vista motivazionale. Ha un valore importante».

La mentalità dell’Inter e la reazione allo svantaggio

Chivu ha ritrovato nella sua squadra lo spirito mostrato nelle fasi migliori delle ultime uscite, evidenziando come la capacità di mantenere la lucidità sia stata determinante per completare la rimonta. Il tecnico ha anche invitato il gruppo a non perdere equilibrio nei momenti positivi e negativi.

Hai visto la motivazione dell’ultima parte della partita con lo Shakhtar?

«Sì, anche se oggi abbiamo affrontato una squadra organizzata e non facile da aprire. Ho visto comunque la cattiveria giusta. Giochiamo ogni tre giorni, a volte dobbiamo anche capire determinate cose e cosa siamo in grado di fare. Abbiamo aggiunto quello che serviva. Poteva crollare il castello quando siamo andati sotto, ma abbiamo mantenuto lucidità e voglia per riprendere la partita e alla fine siamo stati premiati. Non abbiamo mollato. Andare sotto per tante volte di fila può crearti anche qualche dubbio, ma le partite vivono di episodi e di momenti. Non dobbiamo accontentarci quando le cose vanno bene, né abbatterci quando vanno male. Succederà anche di andare in vantaggio e poi perdere, ma non dovrà essere un caso. Come non deve esserlo ora».

Lavelli, Chivu frena gli entusiasmi: «Andrei piano con i ragazzi»

Infine, il tecnico ha dedicato spazio a Matteo Lavelli, spiegando le ragioni del suo ingresso e invitando a non caricare il giovane attaccante di aspettative eccessive. Per Chivu, il talento deve essere accompagnato dalla continuità e dalla capacità di farsi trovare pronti quando arriva l’occasione.

Quanto può crescere ancora Lavelli?

«La scelta di aggiungerlo arriva dal fatto che riempivamo poco l’area con le mezzali. C’era sempre questo accerchiamento in cui volevamo palla fuori area, ma non avevamo gente dentro. Abbiamo scelto lui, come potevamo scegliere anche Mosconi. Andrei piano con i ragazzi, facciamo sempre l’errore di esaltarli per qualche gara. Devono dimostrare, dare continuità al loro potenziale. Non guardo la carta d’identità con Mkhitaryan come non lo faccio con Lavelli, sono coerente, ma bisogna accettare il fatto che non è sempre semplice entrare in una squadra già formata, con certi valori. Loro devono farsi trovare pronti. Magari martedì andrà a giocare con l’Under 23, ma la vita è questa. Oggi vederlo tenere una palla a 40 metri e ottenere una rimessa laterale è tanta roba, ma è presto di parlare di determinate cose. Determinate squadre hanno una pressione che non permette di fare certe scelte e bisogna dirlo. Mi dispiace dirlo, ma è la verità. Funziona così anche nella Juve, nella Roma, meno nel Como dove sono tutti giovani. Lui deve continuare così».

La vittoria contro la Fiorentina conferma la capacità dell’Inter di reagire alle difficoltà. Chivu si gode i tre punti, elogia la maturità del gruppo e richiama tutti all’equilibrio: la squadra dovrà continuare a lavorare con la stessa determinazione, senza esaltarsi troppo nei momenti positivi e senza perdere fiducia quando le cose si complicano.

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