
Zielinski brilla nel suo ruolo naturale e dimostra quanto possa cambiare il volto del centrocampo nerazzurro
Ci sono giocatori che hanno bisogno semplicemente di essere messi nelle condizioni di esprimere il proprio calcio. Piotr Zielinski è uno di questi. La prestazione contro il Feyenoord ha restituito un’immagine estremamente interessante del centrocampista polacco, capace di illuminare il gioco nerazzurro con quella qualità che da sempre rappresenta il suo marchio di fabbrica. Ma c’è un dettaglio tattico che merita particolare attenzione: da mezzala sinistra Zielinski è tutta un’altra musica.
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Non è una questione di valore assoluto, perché il polacco ha dimostrato di poter essere prezioso anche davanti alla difesa. È piuttosto una questione di caratteristiche, compiti e libertà di movimento. Quando viene utilizzato da mediano, Zielinski deve necessariamente preoccuparsi maggiormente degli equilibri, della gestione del pallone nella prima costruzione e della protezione della zona centrale. Un lavoro importante, che gli permette di mettere in mostra visione e pulizia tecnica, ma che inevitabilmente ne limita alcune qualità offensive.
Da mezzala sinistra, invece, cambia completamente il panorama.
Zielinski può ricevere più avanti, giocare tra le linee, accompagnare la manovra e soprattutto inserirsi negli spazi creati dai movimenti degli attaccanti. Non è soltanto un giocatore che distribuisce palloni: è uno che può diventare protagonista dell’ultimo passaggio, creare superiorità attraverso il dribbling e arrivare al limite dell’area con tempi e qualità.
La differenza si vede anche nella possibilità di dialogare con l’esterno sinistro e con gli attaccanti. Il polacco può abbassarsi per favorire la costruzione, ma anche alzarsi per occupare zone offensive, costringendo gli avversari a scegliere se seguirlo o concedergli spazio. La sua presenza aggiunge imprevedibilità al centrocampo dell’Inter.
E qui vale la pena ricordare quanto accaduto nella scorsa stagione. Una delle svolte più importanti del percorso nerazzurro arrivò proprio con l’inserimento di Zielinski da titolare nel ruolo di mezzala sinistra al posto di Mkhitaryan. Una soluzione che contribuì a dare nuova linfa alla squadra e che si rivelò determinante nel percorso culminato con la conquista dello scudetto e della Coppa Italia.
Non fu certamente soltanto merito del polacco, perché i successi nascono sempre dall’equilibrio collettivo, ma il suo ingresso stabile nell’undici titolare rappresentò un cambiamento significativo. Zielinski garantì caratteristiche differenti, maggiore qualità nella gestione degli spazi offensivi e nuove soluzioni nella costruzione del gioco.
Oggi, con Cristian Chivu alla guida dell’Inter, quella risorsa può tornare ad avere un peso specifico importante. Il tecnico nerazzurro ha a disposizione un centrocampista capace di interpretare più ruoli, ma sarebbe un errore considerare intercambiabili le sue prestazioni da mediano e quelle da mezzala.
Contro il Feyenoord si è visto quanto il polacco possa incidere quando ha la possibilità di giocare qualche metro più avanti. La sua tecnica, la capacità di leggere gli spazi e la qualità negli ultimi trenta metri diventano un valore aggiunto.
Naturalmente, il discorso non significa che Zielinski debba giocare sempre e soltanto da mezzala. In determinate partite e situazioni tattiche, il suo impiego davanti alla difesa può rappresentare una soluzione preziosa. Ma se l’obiettivo è sfruttarne al massimo il potenziale offensivo, la corsia sinistra del centrocampo sembra essere il suo habitat ideale.
La prestazione contro il Feyenoord è un promemoria importante: l’Inter ha bisogno di un Zielinski protagonista, non soltanto di un centrocampista bravo a far girare il pallone. Perché quando il polacco può attaccare, inventare e accompagnare l’azione, il centrocampo nerazzurro acquista una dimensione diversa.
E allora la domanda per Chivu è inevitabile: perché rinunciare a questa sinfonia proprio quando il polacco ha dimostrato di avere ancora tanta musica da suonare?