
Viviano ha spiegato quali sono le intenzioni dell’Inter di Chivu ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, ad Elastici, al termine del match perso con il Brugge
Emiliano Viviano, intervenuto a Elastici, format di Cronache di Spogliatoio, ha analizzato le differenze tra l’Inter di Simone Inzaghi e quella attuale guidata da Cristian Chivu. Il tema è nato dopo la sfida contro il Club Brugge, che ha evidenziato alcuni aspetti tattici della formazione nerazzurra, soprattutto nella gestione delle transizioni e degli spazi concessi.
LE DIFFERENZE CON L’INTER DI INZAGHI – «L’Inter di Inzaghi in questa partita? Contro una squadra che gioca come il Brugge, era come dare una caramella a un bambino. Si sarebbe abbassata bene, apriva tantissimo il campo in fase di possesso, ti portava fuori e poi, con Dumfries, Dimarco e le punte che venivano incontro, era una squadra che teneva più l’ampiezza, molto di più la gestione. Barella si abbassava quasi all’altezza dei difensori, Bastoni si alzava, Dumfries andava in linea d’attaccanti. Quindi era una squadra che tendeva a palleggiare, a calmare di più la partita».
Viviano ha poi spiegato quale possa essere, a suo giudizio, l’obiettivo tecnico di Chivu: costruire una squadra più aggressiva, verticale e intensa, accettando però anche i rischi legati a un calcio di questo tipo.
L’IDEA DI CHIVU – «Io credo che Chivu voglia diventare il Liverpool di Klopp, voglia diventare il Barcellona di Flick, voglia provare a essere quella roba lì. Quella roba lì passa attraverso anche delle imbarcate, perché si sa. Ripetevamo prima, in privato, che in campionato te lo puoi permettere, perché prendi gol dall’Udinese e ne fai cinque, quanti me ne ricordo, quanti ne hanno fatti. Oggi avanti e indietro, avanti e indietro: crei più del Brugge, però il Brugge segna e tu no».
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Nel corso della stessa analisi è intervenuto anche Stefano Ferrè, che ha individuato due possibili correttivi per ridurre i rischi nelle transizioni negative.
LE SOLUZIONI PER CHIVU – «Le soluzioni sono: arretrare di qualche metro o bloccare un centrocampista in più evitando di essere sempre in parità numerica nelle transizioni, ma avendo un uomo in più».
Il confronto proposto a Cronache di Spogliatoio mette quindi in evidenza due filosofie differenti: l’Inter di Inzaghi, più orientata al controllo e alla gestione del possesso, e quella di Chivu, più aggressiva e propensa ad accettare situazioni di campo aperto. Un approccio che può aumentare la pericolosità offensiva, ma che richiede equilibrio per evitare di concedere troppo agli avversari.