
Pagellone Inter 2025/26: i nostri voti ai giocatori nerazzurri, al termine della stagione conclusasi con la vittoria del campionato e della Coppa Italia
Da giorni si è conclusa la stagione 2025/26. Una stagione a tratti trionfale per l’Inter di Cristian Chivu, soprattutto considerando quelle che erano le premesse al momento del suo arrivo in estate. Un allenatore quasi alle prime armi, con esperienze nelle giovanili ma con sole 13 panchine in Serie A alla guida del Parma fino alla salvezza dell’anno scorso. Poi la chiamata all’Inter, squadra in cui ha giocato e vinto tutto.
Per sostituire Simone Inzaghi il quale ha abbandonato al termine della stagione passata, conclusasi con zero titoli e con la delusione per la finale di Champions League persa contro il PSG. Scetticismo ed aspettative basse: Chivu ha spiazzato tutti, vincendo scudetto e Coppa Italia. L’unico “puntino nero” alla stagione dei nerazzurri, termine usato dallo stesso presidente Beppe Marotta è stato il cammino in Champions League: terminato ai playoff per accedere agli ottavi di finale, col KO nel doppio confronto contro il Bodo Glimt.
QUI: le notizie del giorno in casa Inter.
Ma passiamo ai voti ai protagonisti della stagione, andando ruolo per ruolo a partire dalla porta.
I PORTIERI

Sommer 5,5
Una delle note più negative dell’intera stagione della Beneamata. Il portiere svizzero ha difeso i pali della porta nerazzurra da titolare per quasi la totalità della stagione, venendo sostituito da Josep Martinez esclusivamente in Coppa Italia e in pochissime partite di campionato, soprattutto al termine della stagione. L’ex Mönchengladbach ha vissuto una stagione difficile, con diversi errori fra i pali ma anche palla al piede: su tutti quello commesso contro il Pisa che ha portato al gol di Moreo.
Poi una quantità importante di errori ripetuti nelle respinte ai tiri in porta ricevute, con i palloni che spesso finivano nelle disponibilità degli attaccanti avversari i quali tramutavano dunque in rete la sua prima parata. Ci ha messo chiaramente del suo anche in positivo nel Doblete nerazzurro di quest’anno, ma il voto complessivo non può arrivare alla sufficienza.
Josep Martinez 6,5
Indubbiamente la sua annata è stata segnata (come probabilmente lo sarà anche il resto della sua vita) dall’incidente stradale nel quale è stato coinvolto e in cui ha perso la vita un anziano in carrozzina. Questa tragedia ha condizionato in negativo anche il suo minutaggio, il quale probabilmente, nella mente di Cristian Chivu ad inizio stagione, sarebbe dovuto essere ben più ampio.
In ogni caso, quando è stato utilizzato, ha diffuso fiducia all’intero reparto dando maggiori sicurezze del suo collega Sommer. Non a caso la strada intrapresa dal club è quella di affidare a lui i giuanti della titolarità per il prossimo anno.
Di Gennaro s.v.
Rientra tra i protagonisti silenziosi di questa stagione e di questo Double, uno dei leader dello spogliatoio. Il terzo portiere dell’Inter, a cui Chivu ha dato la gioia dell’esordio nel giorno della festa scudetto contro l’Hellas Verona.
Il fatto che abbia subito gol nei pochi minuti giocati in quella partita ha valore piuttosto nullo. Se dobbiamo però basarci nel dare un voto alla sua stagione in termini sportivi, non possiamo far altro che attribuire a lui un senza voto.
I DIFENSORI

Dumfries 8
Si dice che si noti l’importanza di una persona nel momento della sua assenza. Non c’è concetto più vero per l’olandese volante. Un brutto infortunio alla caviglia rimediato nella gara d’andata di campionato contro la Lazio gli ha compromesso più della metà della stagione. Senza di lui, seppur i risultati di squadra non sono venuti meno, mancava però quella spinta e quella pericolosità offensiva dal lato destro del campo.
Quando poi è rientrato nel finale di stagione, si è visto eccome. Fisicità, corsa e quella sua qualità ormai perfezionata nell’inserimento sul secondo palo. E’ lui a realizzare una clamorosa doppietta in uno dei match chiave per lo scudetto, quello del ritorno vinto in rimonta contro il Como.
De Vrij 6,5
Una certezza. Probabilmente avrebbe meritato un maggior minutaggio da parte di Chivu, il quale nel corso della stagione si è affidato sempre più ad Akanji nel ruolo di centrale della difesa a 3.
L’olandese però si è sempre fatto trovare pronto con prestazioni di livello quando chiamato in causa. Non è un caso, infatti, che tra le idee dell’Inter ci sia quella di offrirgli il rinnovo di contratto.
Acerbi 6
Probabilmente meriterebbe una leggera insufficienza. Non per l’impegno, che non è mai mancato, quanto per il calo avuto dall’esperto difensore centrale ex Lazio. Probabilmente fisiologico e precedibile per via dell’età.
Chivu ha deciso di difendere in maniera diversa rispetto a Inzaghi. Se negli anni precedenti l’Inter in alcune partite o momenti di esse, decideva di entrare in trincea e difendere in blocco basso, quest’anno le indicazioni del tecnico romeno vertevano su una linea difensiva più alta. Da qui poi, l’accantonamento di Acerbi a panchinaro in favore di un Akanji da titolare al centro della difesa, è stata una naturale conseguenza.
Akanji 7,5
Ha dato la svolta alla stagione dell’Inter. Un acquisto passato quasi in sordina, vincolato all’addio di Pavard in direzione Marsiglia. L’ex Manchester City ha portato affidabilità e status europeo.
Bene da braccetto, ancora meglio da centrale puro. Il voto alla sua stagione, come all’acquisto fatto dall’Inter in estate con lui, non può che essere alto.
Carlos Augusto 6,5
Dove lo metti sta, e fa bene. Attacca, difende, crossa. Chiusure difensive provvidenziali, posizionamento difensivo e coraggio in fase offensiva.
Nell’arco della stagione ha agito più da vice Bastoni che da vice Dimarco, ma è riuscito a destreggiarsi più che bene in entrambe le posizioni sul lato sinistro del campo.
Bisseck 7,5
Spesso criticato dagli stessi interisti, ad inizio anno ma soprattutto nelle passate stagioni. La crescita del gigante tedesco della difesa della Beneamata è sotto gli occhi di tutti, e anche Chivu ha capito man mano come fosse uno degli imprescindibili per la sua squadra.
Un braccetto difensivo moderno, con qualità palla al piede ed una personalità, in fase offensiva, fuori dal comune. Le sue lunghe leve sono solo un inganno per gli avversari: Yann corre eccome, in attacco e in difesa. Poi, con i suoi 1,96 è spesso un fattore in area avversaria nelle palle inattive.

Dimarco 10
Difficile dargli un voto diverso. Record di sempre di assist nel nostro campionato, un piede fatato che crea continuamente pericoli alle difese avversarie: gol e assist a raffica.
Chivu gli concede ancora più minutaggio rispetto ad Inzaghi e lui sembra apprezzarlo fin da subito, rispondendo con prestazioni da fuoriclasse assoluto. Il premio di miglior giocatore dell’anno in Serie A è una naturale conseguenza.
Darmian 6
Anche nel suo caso, un lungo infortunio ne ha compromesso l’annata. Un giocatore intelligente e prezioso, uno dei jolly di questa rosa, in grado di agire in più posizioni. E’ stato il suo ultimo anno in nerazzurro, ma gli applausi ricevuti in Inter Verona da tutto il pubblico di San Siro sono più che meritati.
Bastoni 7
Il coraggio di reagire e di metterci la faccia. La prima parte della sua stagione è più che positivia, sulla falsa riga delle precedenti annate con Inzaghi. Poi quell’episodio spartiacque della simulazione che ha portato al rosso a Kalulu nel derby d’Italia contro la Juve. Da lì una macchina di fango mediatica e non, senza precedenti, si è scatenata nei suoi confronti.
Lui ha reagito da uomo e da campione, assumendosi le responsabilità e prendendo i fischi dei tifosi avversari, spesso esagerati. Il suo rendimento, e il minutaggio concessogli da Chivu, dopo quell’episodio, sono andati via via a calare, ma a non diminuire mai è la sua professionalità e attaccamento alla maglia.
I CENTROCAMPISTI
Zielinski 8,5
Per alcuni è stato una sorpresa, anche se i suoi numeri e le sue qualità sfoggiate negli anni al Napoli non potevano di certo esser dimenticato o sparire nel nulla. Una stagione nel quale, frutto di una continuità fisica ritrovata, si è imposto come uno dei migliori centrocampisti del campionato.
Mezzala o regista, rifinitore, artista e anche goleador. I suoi gol entrano tutti di diritto tra le reti più belli della stagione dell’Inter e dell’intera Serie A. Domina il centrocampo con la sua qualità e non fa mai rimpiangere Calhanoglu nei periodi in cui il turco è stato assente per infortunio.
Sucic 7
La sua stagione inizia con l’assist contro il Torino. Qualche giornata dopo arriva il suo primo gol, meraviglioso, contro la Fiorentina, nel quale sfoggia gran parte del suo repertorio stilistico e calcistico: una finta con la sua e una serpentina in area avversaria da far rimanere con la bocca aperta.
Non ha giocato spesso da titolare, ma Chivu gli ha concesso tanto minutaggio complessivo, anche da subentrato. Un bellissimo gol in Champions contro l’Arsenal e un gol, importantissimo e bellissimo, che ha portato l’Inter in finale di Coppa Italia, piegando il Como.
Luis Henrique 6
Da lui ci si aspettava di più, inutile girarci intorno. E’ pur vero che un infortunio così lungo per Dumfries era difficilmente prevedibile. Se il suo ambientamento sarebbe dovuto essere graduale, Chivu è stato costretto a gettarlo nella mischia da titolare anche in big match di campionato e Champions League per via dell’assenza dell’olandese.
Non si è dimostrato all’altezza del compagno di reparto, ma ciò non significa che la sua stagione sia stata tutta da buttare.
Frattesi 5,5
Dare una sufficienza risulta difficile. Poco spazio, poco minutaggio, quasi mai da titolare. Ma è sembrato la brutta copia del centrocampista visto fino all’anno scorso. Un tutto-campista non lo è mai stato, e lui stesso ha sempre ammesso alcuni suoi limiti, soprattutto dal punto di vista difensivo. Ma se c’è una dote che tutti hanno imparato ad apprezzare di lui tra Inter e Nazionale è sempre stata la facilità di inserimento in area avversaria e la vena realizzativa da bomber.
Ecco, il fatto che abbia chiuso la stagione con 0 gol e 0 assist non può che essere un dato emblematico di come qualcosa tra lui e Chivu, probabilmente non abbia mai funzionato. In estate, con ogni probabilità, lui e l’Inter si diranno addio.
Diouf 6,5
Ad inizio stagione non sembrava né carne né pesce. Arrivato tra gli ultimi acquisti del mercato estivo, nelle idee dei dirigenti nerazzurri sarebbe dovuto essere quel centrocampista difensivo richiesto da Chivu, dalle caratteristiche simili a Manu Koné della Roma, per intenderci. Ecco, fin dalle prime apparizioni si è subito visto quanto Andy fosse un calciatore totalmente differente.
E se ne è accorto soprattutto Cristian Chivu, il quale ha cambiato idea strada facendo costruendogli un nuovo ruolo tutto per lui. L’esterno destro a piede invertito. Quando ha giocato non ha mai avuto paura nel puntare il diretto avversario in uno contro uno. L’ultimo gol della stagione, arrivato nel match conclusivo contro il Bologna con un’Inter ormai quasi in vacanza, porta la sua firma ed è anche piuttosto bello.

Calhanoglu 9
Un rapporto tra gol e assist in base ai minuti giocati impressionante. Dato per partente per tutta l’estate, alla fine è rimasto e per l’Inter di Chivu non poteva arrivare notizia migliore.
Gli infortuni lo hanno limitato, ma solo fino ad un certo punto. Quando c’è si vede e si sente. Gol bellissimi e pesantissimi, come quello contro la Roma e come la doppietta realizzata in semifinale di Coppa Italia contro il Como.
Mkhitaryan 6,5
Da titolarissimo a gregario. A disposizione del gruppo quando serve. Non si sa se è stata la sua ultima stagione in maglia nerazzurra ma una cosa è certa: trovare dei centrocampisti completi e intelligenti tatticamente come lui è un’impresa ardua per qualunque direttore sportivo al mondo.
Gli anni passano e, con l’arrivo di Chivu, ha perso la titolarità. Quando impiegato si è sempre fatto trovare pronto. Un po’ di imprecisione di troppo sottoporta, anche se nel finale di stagione è riuscito anche a toglieresi alcune soddisfazioni personali trovando la rete in diverse occasioni, come nella partita dello scudetto contro il Parma.
Barella 8
Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Un inizio di stagione con alcune difficoltà, inutile nasconderlo. Ma il centrocampista sardo ci è sempre stato e ha ci ha sempre messo qualcosa in più degli altri dal punto di vista del temperamento e dell’attaccamento alla maglia.
Nel finale di stagione, quando la palla scottava e le partite pesavano di più, lui ha saputo rispondere presente aumentando ancor di più i giri del motore e trascinando la squadra alla vittoria in alcune partite.
GLI ATTACCANTI
Thuram 8
Un buon inizio di stagione, poi il calo, che sembra fisiologico e ciclico nell’arco di ogni sua stagione nerazzurra. Per lui vale un po’ come per Barella: quando c’era da alzare l’asticella lo ha fatto, trascinando la squadra con gol importanti.
Nelle prime settimane di assenza di Lautaro per infortunio, sembrava spento. Poi si è acceso tutto d’un colpo e ha aiutato la squadra nello sprint finale verso lo scudetto.

Lautaro 9,5
Solo mezzo voto in meno di Dimarco, ma una perfezione sostanzialmente sfiorata. Capocannoniere della Serie A con parecchie partite saltate per infortunio.
Ha segnato meno dello scorso anno ma il suo peso specifico e la sua importanza nelle dinamiche di questa squadra vanno inevitabilmente oltre il mero dato statistiche. C’è stato nel momento del bisogno, stringendo i denti e segnando gol pesantissimi, come quello contro la Roma, in condizioni fisiche precarie. Lo ha fatto senza mai tirarsi indietro, come un vero capitano.
Bonny 6,5
Le aspettative su di lui al momento del suo arrivo in estate dal Parma non erano molte alte. Lui ha stupito tutti in positivo fin dalle prime apparizioni: gol a raffica, anche da subentrato.
Si è rivelato un’alternativa più che preziosa nell’attacco nerazzurra, una delle cose che più era mancata la precedente stagione. Importante il suo gol, ad esempio, nel primo degli scontri diretti vinti dai nerazzurri in stagione, quello in campionato contro la Roma. Nella seconda metà di stagione il suo minutaggio è un po’ calato, con Chivu che ha dato più spazio a Pio Esposito.
Pio Esposito 7,5
Il pupillo di Chivu, il beniamino dei tifosi. Il ragazzino si è fatto grande e mostra i muscoli in giro per l’Italia e per l’Europa, dopo averlo cominciato a fare lo scorso anno in Serie B con lo Spezia. Il salto dalla B alla A non era affatto una roba da poco, ma lui lo ha fatto sembrare una delle cose più naturali che ci possa essere nel mondo del calcio.
Alla sua prima stagione in Serie A, a soli vent’anni, ha collezionato gol e applausi. Ha meritato ampiamente la chiamata della Nazionale e non c’è alcun dubbio che il titolare dell’Italia dei prossimi anni sarà lui. Diversi paragoni scomodi e pesanti sul suo conto, lui ha risposto col lavoro, col sorriso e con i gol. Un giocatore da Inter, che l’Inter si tiene stretto.
L’ALLENATORE

Chivu 10
Vale quanto detto nell’introduzione. Indubbiamente c’era dello scetticismo nei suoi confronti. Gli opinionisti in giro per l’Italia piazzavano la sua Inter sotto al podio nelle previsioni per la lotta scudetto. E avevano le loro ragioni per farlo.
Lui è partito dalla testa dei suoi giocatori, col morale a pezzi dopo Monaco. Ha fatto da psicologo, da amico, da fratello maggiore, da padre e infine da allenatore. Ha sfoggiato un grande calcio, ha avuto coraggio nel prendere decisioni forti e controcorrente. Ha vinto nella sua comunicazione, prima, e sul campo, dopo. Primo allenatore della storia dell’Inter a fare il Doblete al suo primo anno. E il futuro, indubbiamente, non può che essere roseo con lui.