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A Napoli spunta lo striscione ironico contro Marotta: «Eravamo quattro amici al VAR». Ma è realtà contro fatti

Durante la sfida contro il Bologna, la Curva A espone un messaggio provocatorio che coinvolge i vertici del calcio italiano e il dirigente nerazzurro
La serata del San Paolo, culminata con la sconfitta interna del Napoli per 3-2 contro il Bologna decisa da un «gol in acrobazia al 91′ di Jonathan Rowe», è stata segnata anche da una forte polemica sugli spalti. Durante il primo tempo, nella Curva A è apparso uno striscione ironico quanto provocatorio: «Eravamo quattro amici al VAR». L’immagine raffigurava Beppe Marotta nelle vesti di un burattinaio intento a muovere i fili di FIGC e AIA, con i loghi di Lega Serie A e DAZN bene in vista, a suggerire un controllo totale del dirigente sul movimento calcistico italiano.
Un’iniziativa che appare però «decisamente priva di logica» se analizzata attraverso i numeri e i fatti della stagione in corso. Se da un lato è innegabile lo spessore di Marotta come manager, sostenere un suo condizionamento sul VAR stride con la realtà del campo. L’Inter domina infatti il campionato con un vantaggio di +15 sul Napoli secondo in classifica, avendo segnato ben «31 gol segnati in più rispetto agli ormai ex Campioni d’Italia», un divario tecnico che difficilmente può essere ricondotto a decisioni arbitrali.
Episodi e protocollo: la realtà dei fatti
Analizzando gli episodi specifici, «non c’è un singolo episodio da VAR che in questa stagione abbia favorito i nerazzurri». L’unica vera svista arbitrale dell’annata resta il «cartellino rosso a Pierre Kalulu contro la Juventus», un errore che ha penalizzato l’Inter e messo in difficoltà Alessandro Bastoni. In quel caso, tuttavia, il «VAR non poteva intervenire, da protocollo», trattandosi di una valutazione di campo non correggibile tecnicamente.
Al contrario, guardando al passato recente, la narrazione si ribalta: nella scorsa stagione gli «episodi che hanno sfavorito l’Inter ce ne sono stati eccome», con chiare responsabilità dei varisti. Errori pesanti che, di fatto, hanno «aiutato il Napoli a vincere lo Scudetto con un solo punto di vantaggio» proprio sulla squadra allora guidata da Cristian Chivu, rendendo lo striscione apparso ieri ancora più paradossale agli occhi degli osservatori neutrali.