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Rivolte all’Inter? L’eleganza di Marotta distrugge le “fake news”

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Non ci può essere miglior risposta che quella di Beppe Marotta contro le “fake news” circolate negli ultimi giorni

Basterebbe la festa andata in scena sul prato verde di San Siro al triplice fischio di Inter-Sampdoria per zittire – una volta per tutte – quelle fastidiose voci destabilizzanti che da tempo circolano sull’Inter. Gruppo spaccato, squadra pronta alla rivolta contro la società, malumore generale per stipendi e premi scudetto non erogati. L’emblema della Crisi Inter. Questo il quadro dipinto al di fuori da Appiano Gentile. Sulle prime pagine di alcuni quotidiani sportivi campeggiano parole come “rivolta”, “malumore”, “malcontento” piuttosto che le celebrazioni di un’impresa straordinaria compiuta da Lukaku e compagni.

Nessuno su questo sito negherà mai le difficoltà oggettive che ha vissuto tutta l’Inter in questa stagione. Il lato economico riveste un ruolo da protagonista negli equilibri interni di un club – soprattutto dopo che i conti sono stati devastati dalla pandemia – quello che non è corretto è descrivere la realtà per quella che non è. Nessuno sa (o dovrebbe sapere) cosa succede all’interno di uno spogliatoio: è un luogo sacro, intimo, che nessuno dovrebbe violare. Per raccontare l’umore o lo stato d’animo dei giocatori ci si potrebbe (dovrebbe) basare sui sorrisi di Lukaku, sugli scherzi di Barella a Brozovic, sulla frenesia di una squadra che nonostante il mare mosso è riuscita ad approdare trionfalmente al proprio porto.

A mettere una pietra tombale sulle “fake news” che circolano attorno all’Inter ci ha pensato Marotta che, con l’eleganza che lo contraddistingue, ha smentito l’ipotesi di non erogare ai giocatori i rispettivi bonus scudetto. L’ad nerazzurro ha confermato – inoltre – che nella prossima settimana inizieranno dei colloqui individuali con i calciatori per spiegare loro la delicata situazione in cui versa il club, ma senza obbligare nessuno a tagliarsi lo stipendio o a rateizzarlo. Tutto accadrà nella massima trasparenza e professionalità: qualità che hanno permesso all’Inter di conquistare uno scudetto dopo 11 anni senza farsi destabilizzare da agenti esterni.

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