
Il tecnico dei lariani parla in conferenza alla vigilia della sfida di San Siro: dalle insidie rappresentate da Thuram al ricordo dei passati incroci decisi dai dettagli
Vigilia di grande fascino e altissima tensione a San Siro. Domani sera, il Como affronterà l’Inter nell’undicesima giornata di Serie A. Intervenuto nella consueta conferenza stampa della vigilia, il tecnico dei lariani Cesc Fàbregas ha presentato il match sottolineando la grandezza dell’avversario e le motivazioni della sua squadra, reduce dal clamoroso successo europeo per 1-9 contro il Lens.
A SAN SIRO CI SARA’ L’ESAME DI MATURITA’ DEL COMO? – «Tutte le settimane lo è, va bene, sapevamo che questa stagione sarebbe stata molto speciale per noi. Tanti stimoli, ma sappiamo la nostra strada. Una partita importante, si arriva da una buona dinamica ma è un test solo per vedere dove possiamo arrivare. Inter la più forte in Italia: vedremo il nostro livello dopo. Con l’Inter partita importantissima, dobbiamo ricordare che abbiamo fatto tante grandi partite. Anche con l’Inter, a livello di struttura e prestazioni importanti. Poi se vincono per Calhanoglu fenomeno, Lautaro, Thuram… ma andiamo là contro la squadra più forte d’Italia. Io cambierei pochissimo le partite fatte contro l’Inter. Non cambierei quanto fatto, perdi per piccolissimi dettagli».
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NON HA MAI VINTO CONTRO L’INTER – «Tre volte ci siamo andati vicino. Ma quando loro alzano il livello e l’asticella sono troppo forti. Noi dobbiamo giocare il nostro calcio, fare le nostre cose, come abbiamo fatto finora. Senza nervosismo o pressione. Dopo la partita vedremo dove siamo».
DAI MIGLIORI SI IMPARA – «Io dai migliori non smetto mai di imparare. La vittoria dell’altro giorno non c’entra niente: non evidenzia la differenza tra due squadre molto vicine. Succede una volta, con fortuna, nella nostra vita. Dobbiamo essere sereni. L’Inter è campione d’Italia, di Coppa Italia, ha fatto due finali di Champions… c’è tanta strada da fare, ma domani chissà se faremo una sorpresa magari con una partita perfetta».
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SU MARCUS THURAM – «Per loro è determinante perché un giocatore fantastico, si muove in maniera forte e veloce. Attacca dentro, viene a giocare, difende bene. Come fermi Lewandowski o Thuram? Non lo so, con una grande prestazione e aiuto magari. Sono attaccanti top che ti trovano sempre situazioni. Ti fanno pensare tantissimo come difensore. Serve la partita perfetta».
COSA MANCA AL COMO PER ESSERE COME L’INTER – «Aiuta molto fare gol. Loro possono farlo in una o due occasioni. Dobbiamo essere efficaci almeno al 60% rispetto a quanto fatto a Lens. Ma tranquillità, per fare la nostra partita. La partita di ritorno a San Siro l’ho rivista e se Assane Diao fa gol siamo noi in finale di Coppa Italia: è il dettaglio, loro sono troppo forti».