Inter al processo dei senatori: Chivu, Bastoni e Barella contro i cali di tensione e la presunzione
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Inter al processo dei senatori: Chivu, Bastoni e Barella contro i cali di tensione e la presunzione

I leader nerazzurri ci mettono la faccia dopo il derby: l’analisi sulla crisi di fame e il vizio dei gol incassati in avvio

La resa nel derby di San Siro contro il Milan ha fatto esplodere in maniera fragorosa i limiti strutturali e mentali che l’Inter si trascina dietro fin dall’inizio del campionato. Questa volta, però, la disamina del post-partita non si è esaurita nella consueta analisi di Cristian Chivu. A metterci la faccia e a presentarsi davanti alle telecamere sono stati i due riferimenti dello spogliatoio: Alessandro Bastoni e Nicolò Barella, capitano per l’occasione.

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Come evidenziato dall’approfondimento de La Gazzetta dello Sport, il gruppo ha deciso di compattarsi attraverso una presa di coscienza collettiva e dolorosa:

«Il coro è composto da diverse voci, il messaggio però resta più o meno comune a tutti. “Abbiamo meno fame”, “sbagliamo troppi approcci”, “manca l’atteggiamento giusto”: Chivu, Bastoni e Barella, tra i grandi leader dell’Inter fra campo e panchina, dopo il derby perso non si sono nascosti».

L’allarme rosso per i troppi svantaggi: la presunzione che prosciuga le energie

Le esternazioni dei tesserati non erano rivolte a un singolo colpevole, ma suonavano come una chiamata alle armi per l’intero gruppo. Parole d’ordine come attenzione, fame e approccio sono state deliberate per scuotere un ambiente rimasto intrappolato nella presunzione di essere sempre e comunque superiore agli avversari.

I dati statistici della gestione Chivu confermano un trend al limite dell’allarmante: l’Inter è andata sotto nel punteggio in ben 8 occasioni su 13 gare ufficiali disputate tra Serie A e Coppe. Un handicap pesante che costringe la squadra a rincorse sfinenti, finendo per prosciugare le energie mentali e fisiche prima del fischio finale. Come sottolineato da Barella, «le partite non devono arrivare tutte al 90′, la stanchezza poi si paga». E se essere i più forti sulla carta non basta più per vincere le partite, l’imminente calendario fitto rappresenta l’unica via per dimostrare che la lezione del derby è stata finalmente assimilata.

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