
Brividi e parate: Pepo Martinez ritrova il clean sheet contro il Feyenoord! I numeri della sua partita tra errori e salvataggi decisivi
Buon e cattivo tempo: fa tutto Josep Martínez. Nella sfida valida per la 4ª giornata della League Phase di UEFA Champions League, il portiere spagnolo dell’Inter si è reso protagonista di una prestazione da sufficienza piena, figlia di un insolito mix tra brividi palla al piede e interventi provvidenziali che hanno blindato il successo per 0-3 della squadra di Cristian Chivu in casa del Feyenoord.
Il fulmineo avvio dei nerazzurri, sbloccato dopo appena 8 minuti dal colpo di testa di Yann Bisseck, ha subito messo in discesa la serata. Eppure, per il portiere ex Genoa la concentrazione è rimasta ai massimi livelli per l’intero arco del match, nonostante un predominio territoriale della squadra milanese che ha limitato drasticamente le offensive olandesi.
Tra i pali: le parate che chiudono la contesa
Al triplice fischio le conclusioni nello specchio registrate dai padroni di casa sono state appena 2, a fronte di una sola grande occasione creata e zero reti al passivo. Un clean sheet firmato in calce proprio da Martínez, autore di due interventi di capitale importanza: il primo al 31′ su Anis Hadj-Moussa da distanza ravvicinata, il secondo su un destro velenoso dalla distanza di Valente.
È soprattutto il primo intervento a indirizzare la serata: murare Hadj-Moussa sull’1-0 evita il peggio, e appena 3 minuti più tardi è l’Inter a colpire implacabilmente con Pio Esposito, bravo a ribadire in rete sul cross sporcato da destra da Djed Spence per il raddoppio che di fatto archivia la pratica, prima del definitivo 0-3 calato nella ripresa.
I rischi palla al piede: luci e ombre in impostazione
Se tra i pali il rendimento è stato ampiamente positivo, la gestione del pallone ha fatto correre non pochi brividi lungo la schiena della panchina interista. La statistica dei passaggi registra 30 tentativi riusciti su 41 (73% di precisione), ma a pesare sono i 6 errori commessi nella propria trequarti difensiva: leggerezze pericolose che, specie sui palcoscenici europei, rischiano di trasformarsi in regali letali per gli avversari.
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A completare un quadro di costruzione alternato ci sono i lanci lunghi, con un 45% di tentativi imprecisi (10 sbagliati su 22). Ciononostante, il bilancio complessivo tra i pali resta confortante: 0.26 gol attesi evitati (prevented goals), 1 parata decisiva all’interno dell’area di rigore, 1 respinta coi pugni e 2 uscite alte sicure.
La prova dello spagnolo si arricchisce infine di 1 intervento difensivo da ultimo uomo con chiusura fondamentale e 7 preziosi recuperi palla, quasi tutti figli di intercettazioni tempestive all’interno della propria area di rigore.