
Per il tecnico il danese doveva diventare il fulcro della squadra. Bisognerà aspettare il 2022 per capire se potrà giocare
A tre mesi dal malore che lo colpito nel corso di Danimarca-Finlandia, Christian Eriksen sta bene. Lo ripete a ogni tifoso che incontra per le vie di Milano: «Bene». È questa la cosa più importante in questo momento. Ma non si può nascondere un certo rammarico pensando a questa Inter targata Inzaghi con il danese al centro del progetto. Perché l’idea del nuovo allenatore nerazzurro era proprio questa: Chris doveva essere il fulcro della squadra.
Con Antonio Conte il giocatore non è riuscito a esprimere al meglio tutte le sue enormi qualità. Colpa sua principalmente e un pizzico dell’ex tecnico, forse a volte un po’ troppo rigido su schemi e movimenti. Con Inzaghi Eriksen avrebbe avuto più libertà di manovra, di pensiero, quello che era mancato con Conte.