
L’ex centravanti argentino analizza a La Gazzetta dello Sport il ko nel derby e la sfida con il Feyenoord: fiducia a Chivu e applausi al progetto del nuovo San Siro
Sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, l’ex attaccante dell’Inter Julio Ricardo Cruz ha espresso il suo punto di vista sul momento attraversato dai nerazzurri all’indomani della sconfitta per 3-1 subita nel derby e in vista dell’impegno di Champions League contro il Feyenoord.
SUL DERBY TRA MILAN E INTER – «Intenso, ma più tranquillo di Boca-River… Peccato per quei due gol presi subito dall’Inter, dopo è diventato tutto più difficile. Maignan, poi, è stato semplicemente fenomenale. Il problema, però, è che l’Inter si è abituata a rimontare, ma non puoi pensare di prendere due gol e farcela sempre. A volte le cose si mettono troppo in salita. È comunque la prima sconfitta in campionato, non drammatizziamo: mantenendo questo ritmo, la squadra farà una montagna di punti».
E’ UN BENE CHE ARRIVA SUBITO IL FEYENOORD DOPO IL DERBY? – «Un bene, non hai il tempo di rimuginare e farti prendere dal pensiero negativo. Il Feyenoord ha battuto il Como e in casa vola, ma l’Inter a Rotterdam deve vincere: servono punti».
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SU THURAM COME UNICA PUNTA NEL DERBY – «Può giocare anche da solo, ma quando prendi due gol così velocemente diventa difficile sviluppare il gioco preparato. Thuram sta bene, segna, è forte fisicamente, però la mancanza di Lautaro si sente. Non dimentichiamo comunque Pio e Bonny, giovani e forti: per l’Inter è una fortuna averli. Esposito è quello cresciuto di più, l’anno scorso è stato fondamentale per lanciarlo e spero diventi l’uomo che ridarà il Mondiale all’Italia».
COSA MANCA A QUESTA INTER RISPETTO ALLO SCORSO ANNO? – «Non saprei. L’Inter gioca molto bene, corre tantissimo, manca un po’ di concentrazione all’inizio, ma non credo sia questione di poca fame o di giocatori troppo… tranquilli. Quando hai vinto uno scudetto e una Coppa Italia, porti quei successi sul petto e vuoi fare ancora meglio».
SU DIMARCO – «Sono sicuro che Dimarco tornerà al suo livello, non c’è da preoccuparsi. Ci aveva abituati troppo bene, era una potenza, forte come un camion quando partiva. Può capitare un momento di calo, ma nella mia squadra un Dimarco lo voglio sempre».
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SU CHIVU E VAN BRONCKHORST- «Sono molto tosti, con una grande etica del lavoro. Entrambi hanno superato qualche dubbio iniziale rispondendo con i risultati. Quando alleni Inter o Feyenoord, le critiche arrivano subito e devi saper gestire la pressione. Loro non si tirano indietro, sudano sul campo: hanno in comune serietà, personalità e voglia di migliorare. Pretendono molto, prima di tutto da se stessi».
SU UNO STADIO COME IL DE KUIP – «È uno stadio molto particolare, con le tribune vicinissime al campo e tifosi caldissimi. Sembra l’Argentina. Mi aveva sorpreso anche per la modernità già 25 anni fa. In inverno arrivavamo alle 11 per giocare alle 14.30 e trovavamo tutto coperto di neve. Due ore dopo il campo era verde e asciutto, grazie al riscaldamento sotto il terreno. A Rotterdam ho vissuto con gioia e, quando vinci, la gente non ti dimentica».
SUL NUOVO STADIO DI INTER E MILAN – «Sarà tra i cinque migliori stadi del mondo: Milano avrà un impianto bellissimo. È normale provare nostalgia per San Siro, però la vita va avanti. In tutto il mondo gli stadi vengono ricostruiti».
PER CHI FARA’ IL TIFO TRA INTER E FEYENOORD – «Beh, Inter, non si discute».