
Conferenza stampa Vanoli pre Inter Fiorentina. Le parole del tecnico viola all’antivigilia del match valido per l’ottava giornata di Serie A
Antivigilia di campionato in casa Fiorentina. A due giorni dalla sfida contro l’Inter, in programma domenica a San Siro alle 12.30, Paolo Vanoli ha parlato dal media center del Viola Park, affrontando i principali temi legati alla gara contro i nerazzurri. Il tecnico viola ha insistito soprattutto sulla necessità di trovare maggiore equilibrio e di ridurre il numero di gol subiti.
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A MILANO DOPO AVER VISTO IL COMO IN CHAMPIONS SI VA CON PIÙ ENTUSIASMO? – «L’ho detto dopo la sconfitta, si deve vedere come arrivano. Con il Como abbiamo dimostrato qualcosa di importante che questa squadra ha. In ogni partita ho detto ai ragazzi che va dato un segnale con l’impegno e con il gioco. Poi va detto che non siamo mai andati in vantaggio e abbiamo preso 3 gol, questa deve essere una preoccupazione. Questa però è la strada, ci resta da trovare l’equilibrio giusto. Non devo essere attratto dal gioco ma dobbiamo essere anche in grado di creare».
SU ATTA, RANIERI E DODO TITOLARE A MILANO – «Atta sta proseguendo il lavoro, Ranieri ha avuto lo schiacciamento del nervo e piano piano lo stiamo recuperando. Dodo ho sempre detto che può partire titolare».
QUESTA SQUADRA PUÒ GIOCARE COSÌ OFFENSIVA? – «Questa squadra è stata costruita in prospettiva futura per giocare offensivo. Poi da quando sono qua abbiamo attaccato meglio l’ultimo terzo avendo occasioni nitide, ma siamo vulnerabili con i gol subiti, perché siamo frenetici nel gestire la palla. Gli episodi non devono essere alibi. Non si possono subire così tanti gol, serve avere più equilibrio».
Il passaggio centrale della conferenza riguarda inevitabilmente la partita contro l’Inter. Vanoli ha riconosciuto la forza dei nerazzurri, ma ha chiesto alla sua squadra di affrontare la trasferta con coraggio, senza però cadere nella presunzione.
SULLA SFIDA ALL’INTER – «La vittoria dell’Inter in inferiorità in Champions fa capire quanto la squadra è forte. Nulla è impossibile, si deve andare a Milano con la mentalità di fare qualcosa di importante. Poi non si deve andare da presuntuosi. Ci sarà da soffrire nell’ultimo terzo difensivo perché hanno attaccanti forti nel giocare punta per punta. Servirà fare la partita perfetta. Per me è una gara molto importante».
JIMENEZ POTREBBE GIOCARE A SINISTRA? – «Nella costruzione di una squadra tutto è possibile. Viery nasce terzino e anche Valdepenas sa fare bene quel ruolo. Ad oggi però Jimenez lo vedo bene a destra più che a sinistra».
PUÒ SERVIRE A MILANO UN CENTROCAMPISTA IN PIÙ? – «La rosa mi permette di variare, poi al di là di questo serve avere una squadra con equilibri che derivano dal lavoro. Abbiamo identità ma 17 gol subiti sono troppi, per me che ho fatto il difensore».
SUL CALO DI PRESTAZIONE DI DE GEA. A GENNAIO SI POTRÀ INTERVENIRE SUL MERCATO? – «De Gea è il mio capitano e non si discute».
COSA NE PENSA DEI GOL SBAGLIATI ANCHE DA NJIE CONTRO IL COMO E COME SI MIGLIORA? – «A me dispiace perché alle volte si esalta un giovane come Njie per come gioca ma poi sotto porta siamo consapevoli che deve migliorare e lui non si deve abbattere. Ogni allenamento si deve migliorare. Io non mi devo però far attrarre da quanto creiamo, siamo in un processo dovuto al fatto che la squadra è nuova, lo scorso campionato avevamo trovato una quadra».
COSA LE DÀ NDOUR E IN QUALI ASPETTI DEVE MIGLIORARE? – «Lui gioca perché se lo merita. È un esempio del lavoro perché era ai margini e ora è diventato un grande prospetto per la Fiorentina, per l’Under 21 e se continua così anche per la Nazionale. Ha tanti margini ma se vediamo la sua crescita da quando sono qua, sta diventando importante sia tatticamente che fisicamente. Non si deve sedere, quando ha fatto il gol da 70 metri forse si è un po’ seduto».
Vanoli ha poi ribadito che la crescita della Fiorentina passa soprattutto dal lavoro quotidiano e dalla capacità di difendere meglio come squadra.
QUANDO PENSA DI ARRIVARE A UNA QUADRA DELLA SQUADRA? – «Se avessi la bacchetta magica non allenerei la Fiorentina. Solo il lavoro mi dirà quando si trova l’equilibrio, noi oggi dobbiamo capire come difendere meglio da squadra. Da quando sono qua i progressi per gioco e mentalità ci sono stati. A Genova i ragazzi hanno sbagliato a non capire la foga del Genoa. Alle volte per tanta generosità si vanno a perdere palloni. Con il Como siamo ripartiti bene nel secondo tempo, il bello di questa squadra è la voglia ma alle volte per quella voglia subiamo gol, come successo con la palla persa nel caso del gol di Douvikas».
DOVE VEDE MIGLIORATO MASTANTUONO? – «Lui è arrivato con personalità e intelligenza nonostante abbia 19 anni. Vuole dare il suo contributo e mettere a disposizione il suo talento che deve mettere al servizio della squadra. Secondo me lui deve capire quando dribblare e quando fermarsi, per dettare i tempi alla squadra. In Italia lo raddoppiano sempre e questo significa che c’è sempre un uomo libero».
SENTE LA FIDUCIA DA PARTE DELLA SOCIETÀ? – «Da parte della società avermi richiamato e da parte mia aver accettato fa capire quanto ci sia unità di intenti e quanto questa sia importante. Quando sono andato via non ero arrabbiato, ora sono tornato perché credo che la squadra abbia una prospettiva importante. Quello che è successo in passato è l’ultimo dei miei pensieri. Oggi il mio primo pensiero è trovare un equilibrio e una mentalità di non prendere gol. C’è un direttore sportivo di altissimo livello che anche a me mi può portare ad un livello più alto. Poi ovvio nel calcio succede di tutto e anche domani mi può portare via».
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DOMANI PUÒ TOCCARE A OULAI? E STA DAVVERO PENSANDO ALLA DIFESA A TRE? – «Oulai quando avrà la sua occasione se la deve tenere e la deve portare avanti, sta bene deve conquistarsi il posto, un giovane deve fare questo, semplice. Per me è un giocatore importante, quando ci sarà l’occasione se la deve tenere e lavorare. Io sono nato con la difesa a tre, l’anno scorso mi ci avete massacrato, a questa domanda rimango basito. Il percorso di questa squadra è un percorso con la difesa a quattro. Per essere internazionali la difesa a quattro è molto importante, poi nella costruzione di un percorso ci può stare anche la difesa a tre. Questa squadra la può fare se sta corta, i difensori che abbiamo la possono fare. I moduli sono numeri, dipende tutto dall’interpretazione che gli si vuole dare. La difesa a quattro ha il vantaggio di avere un uomo in più davanti. Io devo costruire il futuro e se per farlo devo fare dei passi indietro per farne altri avanti lo devo fare».
Le parole di Vanoli raccontano quindi una Fiorentina ancora alla ricerca dell’equilibrio definitivo, ma determinata a misurarsi con una delle squadre più forti del campionato. A San Siro serviranno attenzione, compattezza e capacità di soffrire, senza però rinunciare alla propria identità offensiva.