
Chivu deve cogliere qualche segnale preoccupante dalle ultime due partite dei nerazzurri, che se all’80’ vedevano i nerazzurri con 1 solo punto in tasca
Partiamo da un presupposto inconfutabile: l’Inter è prima in classifica con 25 punti conquistati su 27 disponibili. Un rullino di marcia eccezionale, fatto di numeri da capolista vera che meritano solitamente soltanto applausi.
C’è però un aspetto da analizzare con attenzione dietro i successi conquistati dagli uomini di Cristian Chivu. Perché dietro a rimonte spettacolari e vittorie di misura, che da un lato testimoniano un carattere di ferro e una tenacia fuori dal comune, potrebbe nascondersi qualche segnale da non sottovalutare.
Nelle ultime uscite, la manovra nerazzurra ha mostrato più di una crepa. Domenica scorsa contro la Fiorentina le reti da tre punti sono arrivate solo nel pieno dei minuti di recupero; ieri a Venezia la squadra ha rischiato a più riprese di andare sotto, venendo salvata dalle parate di Provedel e trovando il successo da zero-due grazie addirittura a due autogol. Episodi favorevoli che pesano enormemente sulla classifica, ma che raccontano anche di una produzione offensiva e di un controllo della partita meno fluidi del solito.
Sia chiaro: il cammino dell’Inter finora resta assolutamente positivo e solido. Tuttavia, la continuità ad altissimi livelli richiede perfezionamento costante e la capacità di vincere dominando oltre che soffrendo. Resta dunque aperto l’interrogativo per il prosieguo della stagione: si tratta solo di una fisiologica flessione atletica gestita da grande squadra, o c’è qualche segnale d’allarme tattico che Chivu dovrà risolvere al più presto?