
Il Quotidiano Sportivo rivela l’indiscrezione sull’asso argentino: il legame tra la famiglia Paz e il vicepresidente nerazzurro alimenta un sogno ormai quasi irraggiungibile
Quello di Nico Paz è un nome che da tempo accende la fantasia del mercato dell’Inter, diventato via via sempre più un sogno proibito a seguito del definitivo exploit del talento argentino anche sul palcoscenico europeo. Come spiegato nell’edizione odierna del Quotidiano Sportivo, la dirigenza nerazzurra ha tentato concretamente di sondare i margini per una trattativa, spinta in prima persona da una figura chiave dell’organigramma societario di Viale della Liberazione.
L’amicizia con la famiglia e la stima di “Pupi” Zanetti
Dietro il forte gradimento della società milanese non c’è soltanto una valutazione tecnica, ma un profondo e storico legame affettivo. A fare «carte false» per portare il classe 2004 a Milano, infatti, non è l’allenatore Cristian Chivu, bensì il vicepresidente Javier Zanetti:
«Le sue giocate hanno alimentato il sogno interista, complice un rapporto personale di grande amicizia tra la famiglia di Nico e il vicepresidente nerazzurro Javier Zanetti, che vanta trascorsi in nazionale insieme a papà Pablo. Hanno disputato fianco a fianco il Mondiale di Francia ’98, tuttora cenano spesso assieme alle rispettive mogli e per lungo tempo Zanetti ha sottolineato la sua stima umana e calcistica per il ragazzo. Se c’è uno pronto a fare carte false per avere il connazionale a bordo questo è “Pupi” che, al di là del talento visibile a chiunque, apprezza del ragazzo l’umiltà e l’attaccamento alla maglia».
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La scelta del ragazzo e le scintille con Fabregas
Nonostante il corteggiamento informale e l’apprezzamento costante della dirigenza milanese, la volontà del calciatore è risultata determinante nel recente passato per la sua permanenza sul Lago di Como, creando persino qualche piccolo attrito diplomatico:
«Dote che Paz ha dimostrato anche a discapito dell’Inter, quando in prima battuta ha chiesto di proseguire l’avventura italiana a Como e da nessun’altra parte, tanto da spingere Fabregas a uscire allo scoperto prima ancora dell’accordo con il Real, rimproverando Zanetti per quelle parole su un tesserato non di casa sua».