
Viery Thuram: non è questione di nuovo metro di giudizio ma di un errore del direttore di gara così come su Frattesi e come quello di Bologna…
Gli episodi di Davide Frattesi (Lazio-Parma) e Marcus Thuram (Inter-Fiorentina) non sono uniformità di giudizio o un nuovo metro arbitrale, ma due gravi sviste che non possono essere accettate.
Premesso che la nuova conduzione delle gare è sicuramente apprezzabile e rende il calcio italiano più godibile. Davanti a certi episodi il metro di giudizio non c’entra affatto e, alcuni errori, non possono essere mascherati da questa motivazione.
Sembrerebbe quasi che i direttori di gara abbiano più timore a fischiare i calci di rigore, sicuramente anche influenzati dai famosi “rigorini” spesso concessi in passato in maniera fin troppo leggera. Però è proprio in questi casi che il Var deve venire in supporto: davanti ad una trattenuta con intreccio di corse (episodio che riguarda i biancocelesti) e uno sgambetto non si può lasciar correre (episodio Thuram-Viery).
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Altrimenti rischiamo di finire nuovamente al centro di quelle polemiche fastidiose che mettono da parte il calcio giocato. Un calcio che fino a questo momento non merita assolutamente di passare in secondo piano.
Tra l’altro, per i nerazzurri, è il secondo episodio simile nel giro di una settimana, perché anche a Bologna sempre Thuram era stato sgambettato da Darmian.