
L’ex arbitro, intervenuto ai microfoni della Gazzetta dello Sport, ha fatto chiarezza sull’episodio che ha fatto discutere dopo la sfida del Dall’Ara: il tocco del difensore rossoblù non sarebbe stato sufficiente per assegnare il penalty, ma il cartellino giallo a Thuram sarebbe stato un errore
Tiene banco in casa Inter il mancato calcio di rigore per il contatto tra Darmian e Thuram durante la sfida contro il Bologna. Un episodio che ha suscitato discussioni e polemiche, soprattutto per la decisione dell’arbitro Doveri di ammonire l’attaccante francese per simulazione.
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A fare chiarezza sulla vicenda è stato Gianpaolo Calvarese, ex arbitro, che ai microfoni della Gazzetta dello Sport ha riportato quella che sarebbe la valutazione dell’ambiente arbitrale, con particolare riferimento al designatore Gianluca Orsato e alla commissione.
Il verdetto sul contatto tra Darmian e Thuram
Secondo quanto riferito da Calvarese, la valutazione dell’episodio distinguerebbe due aspetti: da una parte, l’assenza dei presupposti necessari per concedere il calcio di rigore; dall’altra, l’errata ammonizione dell’attaccante nerazzurro.
Il contatto tra i due calciatori, infatti, ci sarebbe stato, ma non sarebbe stato considerato abbastanza evidente o significativo da giustificare l’assegnazione del penalty. Allo stesso tempo, la presenza del tocco renderebbe non corretta la decisione di sanzionare Thuram per simulazione.
Calvarese ha riassunto così la posizione attribuita alla commissione arbitrale:
PAROLE – «Niente rigore ma neanche simulazione: sarebbe questo il verdetto di Orsato e della commissione sul contatto Darmian-Thuram in Bologna-Inter. Il tocco del difensore c’è, ma non è sufficiente per l’assegnazione del rigore: al tempo stesso Doveri sbaglia ad estrarre il giallo al francese».
Inter, resta il dubbio sull’episodio
La ricostruzione mette quindi in evidenza una distinzione importante: non ogni contatto in area comporta automaticamente un calcio di rigore, ma allo stesso tempo non ogni caduta deve essere interpretata come una simulazione.
Per l’Inter, il punto centrale resta la gestione di un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze sulla partita. La valutazione riportata da Calvarese chiarisce la posizione attribuita agli organi arbitrali, pur senza trasformare il mancato penalty in un errore automatico per il solo fatto che ci sia stato un contatto.
La vicenda riporta ancora una volta al centro dell’attenzione il tema dell’uniformità delle decisioni arbitrali e dell’importanza di distinguere tra un contatto non punibile con il rigore e una caduta sanzionabile con un’ammonizione.