
Real Madrid Inter, Mourinho, grande ex, presenta la sfida del Bernabeu alla vigilia dell’esordio in Champions League: ecco le sue parole
Alla vigilia dell’atteso esordio nella fase a gironi di Champions League tra Real Madrid e Inter, José Mourinho è intervenuto in conferenza stampa al Santiago Bernabeu per presentare la super sfida contro i nerazzurri di Cristian Chivu, reduci dallo straordinario successo in rimonta contro il Napoli. L’ex tecnico interista ha parlato così nella consueta conferenza stampa della vigilia.
SULLA PARTITA – «Voglio vincere. Potrei dire che voglio giocare bene, ma non voglio giocare bene come contro il Betis e perdere. Voglio vincere. Siamo in un periodo di otto partite con l’obiettivo della qualificazione. E penso che ce la faremo. Ma voglio affrontare questa partita come un singolo incontro, isolato da questo contesto, senza pensare alle altre sette che ci aspettano. Voglio vincere».
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SULLA SQUADRA DOPO LA SCONFITTA CON IL BETIS – «Li ho visti come mi piace vederli. Esausti negli spogliatoi dopo la partita, ma praticamente recuperati durante l’allenamento di domenica, e oggi, perfettamente normali. Dopo aver analizzato la nostra prestazione, siamo sempre più convinti di aver giocato bene. Di aver giocato di squadra e che i nostri errori siano stati un’anomalia. Di essere in buona forma. Abbiamo qualche problema a centrocampo per la partita di domani, ma giocheremo e daremo il massimo».
SUL BERNABEU – «Ovviamente al Bernabeu ho vinto una Champions League, ma ho anche perso una semifinale ai rigori. In quello stadio ho vissuto il meglio e il peggio. Però non penso a questo, né in positivo né in negativo. Penso soltanto al fatto che sono l’allenatore del Real Madrid e che domani non giochiamo una partita decisiva, perché non decide nulla: non è una gara a eliminazione diretta e non è nemmeno la vecchia fase a gironi. Ma è una partita che si gioca domani e ogni punto è importante. Anche l’Inter verrà qui per cercare di ottenere ciò che vuole».
SULLE ASSENZE DEL REAL MADRID – «Potrei passare minuti a parlarne, ma preferisco essere sincero. Non tutti e tre i giocatori sono disponibili, lo so… l’algoritmo ha scelto di giocare questa partita in queste circostanze, questa è la situazione. Non so se l’algoritmo del calendario della Champions parlava italiano… Abbiamo tre, quattro, cinque opzioni. Potremmo stare qui a discuterne tutte, ma alla fine non dirò nulla».
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SULL’EMOZIONE NELL’AFFRONTARE L’INTER – «Dopo la partita, sì. Ma durante la partita, no. Durante la partita, è solo un altro club. Per me è una partita come le altre, come ho già detto. Dopo non lo diventerà, ma durante la gara. Non credo che, mentre si gioca, si pensi a chi è seduto sulla panchina del Real Madrid. Durante la partita non penserò a ciò che è successo in passato. Chivu sarà sempre uno dei miei. Sono molto felice per lui e per quello che sta riuscendo a fare. Lo saluterò prima della partita e dopo. Durante, invece, penserò soltanto alla partita».
A MADRID PER VINCERE LA CHAMPIONS – «Al Real Madrid ho vissuto due periodi diversi. Ho chiuso il mio lavoro nel 2013: abbiamo vinto quello che abbiamo vinto e perso quello che abbiamo perso. Abbiamo dato tutto e quel ciclo si è chiuso. Questo, però, non ha nulla a che vedere con il passato. Sono due momenti completamente diversi nella storia del Real Madrid. Nel 2010 la squadra non arrivava ai quarti di finale e mancava da tantissimi anni da una semifinale di Champions. Oggi, invece, il Real Madrid ne ha vinte sei: sono contesti diversi. Se mi chiedete se ho il desiderio di vincere la Champions League con il Real Madrid, ovviamente sì. Ma è qualcosa di completamente separato rispetto alla mia precedente esperienza qui».
SULLE DIFFERENZE RISPETTO ALL’ULTIMA AVVENTURA CON I BLANCOS – «Ho trovato un club… che è il Real Madrid. E questo dice già tutto. Il Real Madrid è il Real Madrid. La scorsa stagione è stata molto complicata e, quando succede, bisogna lavorare per migliorare. Qui vogliamo sempre vincere: domani e in tutte le competizioni. Ma allo stesso tempo bisogna lavorare sulla stabilità e sulla capacità di risolvere i problemi. Il Real Madrid deve arrivare ad avere un rendimento stabile».
SU ENDRICK – «Domani può essere pronto per giocare cinque minuti, forse dieci al massimo. Tutto qui. Ieri si è allenato per la prima volta con la squadra. Non gioca da… Budapest o dall’Austria, in un’amichevole. Non ha ancora la condizione per andare oltre i cinque-dieci minuti. Ma visto che abbiamo tanti posti liberi in panchina, sarà con noi. E magari potrà giocare cinque minuti. È un giocatore offensivo e giocherà in attacco. State tranquilli: non farà il terzino o il centrale. Giocherà davanti».
SULLE VOCI DI UN BRUTTO RAPPORTO CON CHIVU – «È stato un mio giocatore, abbiamo lavorato insieme. Abbiamo vissuto tante cose fianco a fianco, sia belle che brutte. Ma tu con chi hai parlato per sapere che io avrei un cattivo rapporto con lui? Con chi?».