Hanno Detto
Turci: «Non sono sorpreso da Chivu, scudetto assolutamente meritato. In Coppa Italia è favorito. Sul mercato prenderei Kone e un giocatore simile a Lookman» – ESCLUSIVA

Turci, noto giornalista di DAZN, ha commentato in esclusiva la vittoria dello scudetto da parte dell’Inter di Chivu: le sue dichiarazioni
Tommaso Turci, giornalista di DAZN, è intervenuto in esclusiva a Internews24. Il suo commento sullo scudetto nerazzurro e non solo:
Ciao Tommaso. Partiamo dall’analisi di uno dei grandi protagonisti dello scudetto dell’Inter: Cristian Chivu. A me ha molto sorpreso viste le sole 13 panchine in Serie A con il Parma. Cosa ne pensi del suo lavoro?
«Io devo dire che conoscevo già la persona e il professionista. Sapevo quindi che l’Inter avesse fatto una scelta importante. Una persona che conosceva l’ambiente e già diversi giocatori e soprattutto grande esperienza nel vivere grandi gruppi di calciatori. Chiaramente non da allenatore ma è stato un giocatore importante che ha sempre vissuto spogliatoi di un certo tipo. Parliamo di uno che comunque a poco più di 20 anni era capitano nell’Ajax e quindi di un leader nato. Però comunque non era facile prendere in mano questa squadra e rimettere a posto tutto quello che era successo in America durante il Mondiale per Club. Ritrovare un certo tipo di motivazioni e superare un inizio di stagione dove forse erano arrivate troppe sconfitte. Ha poi trovato la quadra e fatto trionfare una squadra che ancora oggi io ritengo la più forte del campionato per valore e profondità di roso. Però certamente tanti meriti a Chivu, un gestore che si è dimostrato empatico nei confronti dei suoi giocatori e un allenatore già pronto per allenare una squadra importante come l’Inter ma francamente, ripeto, conoscendo la persona avevo pochi dubbi».
Chivu si è contraddistinto nel corso dell’annata anche per una comunicazione nuova e diversa dal solito. Da questo punto di vista sei rimasto colpito?
«Diciamo che un allenatore non si conosce mai dal punto di vista della comunicazione fino a quando non comincia ad approcciarsi alla materia e ovviamente a trattare quelli che sono i risultati in ogni giornata e in ogni partita. Io credo che lui abbia cambiato tanto il suo modo di comunicare durante la stagione perchè se da una parte all’inizio non era mai caduto nel tranello delle provocazioni che gli arrivavano rimanendo focalizzato sul suo lavoro quotidiano e sulla singola partita, nell’ultimo periodo invece qualche frecciata l’ha mandata. Penso a quella sulla qualificazione in Champions League una volta averla raggiunta matematicamente. Stiamo comunque sempre parlando di un allenatore giovane, un allenatore che ha lavorato tanto anche nei settori giovanili. Si deve costruire ancora nel calcio dei grandi anche se è già un vincente perchè vincere uno scudetto al primo colpo non è assolutamente semplice ed evolverà ulteriormente il suo modo di comunicare all’esterno. Mi piace molto la sua comunicazione interna invece, l’approccio che ha coi giocatori. A volte riesce ad essere anche parte del gruppo mantenendo e facendo mantenere il rispetto dei ruoli anche ai suoi giocatori che lo riconoscono come leader. Il modo di approcciarsi ai professionisti di oggi non è lo stesso di qualche anno fa e lui è stato bravo».
LEGGI ANCHE: le ultimissime in casa Inter
Passando al gruppo squadra, chi sono stati secondo te gli uomini trainanti del gruppo nerazzurro? Mi vengono in mente Akanji e Thuram…
«Per continuità va sicuramente menzionato Dimarco che dall’inizio alla fine ha fatto una quantità inimmaginabile di assist. Lautaro Martinez resta sempre il leader. C’è una squadra quando gioca e una quando non gioca. Si è sentita la sua mancanza quando era infortunato in quel momento leggerissimo di debolezza che ha avuto l’Inter appena prima della pausa di fine marzo. Come non menzionare poi giocatori che nella scorsa stagione non erano a questo livello e sono stati un valore aggiunto: Bisseck, che ha alzato tanto il suo rendimento, a Zielinski che è stato il perfetto vice Calhanoglu per finire con Bonny e Pio Esposito che hanno certamente dimostrato il proprio valore. E’ chiaro che quest’anno l’Inter, come dicevo inizialmente, ha vinto il campionato anche grazie alla sua profondità di rosa perchè ci sono tanti giocatori forti e ne hai 2 per ruolo. Poi ricordiamo che è mancato per molto tempo Dumfries che poteva essere decisivo specie per cercare di andare avanti in Champions League».
Proiettandoci alla sessione estiva di mercato, come rinforzeresti la rosa campione d’Italia?
«Io penso che indipendentemente da come andrà la finale di Coppa Italia la squadra andrà rinforzata in estate e andrà rinforzata anche con un giocatore di alto livello in grado di dare superiorità numerica nell’uno contro uno che è quello che è un pà mancato all’Inter in questi anni nonostante le vittorie. I nerazzurri non hanno mai avuto un giocatore che abbia saputo dare una scossa negli ultimi 25 minuti delle gare abile nell’uno contro uno. Un giocatore tipo Lookman, che era stato vicino lo scorso anno, andrebbe bene. Se non proprio Lookman uno simile. Diaby? Sì il profilo è quello per dare a Chivu un piano B. Aggiungo anche che un centrocampista con forza fisica che possa arricchire un centrocampo già molto forte sarebbe utilissimo. Penso a Koné della Roma, alzerebbe ulteriormente il livello».
Chi vedi favorito in finale di Coppa Italia?
«E’ vero che in una finale è sempre difficile trovare un favorito ma io credo che l’Inter resti la squadra più attrezzata per portarsi a casa anche questo titolo e per provare così a fare il double coppa-campionato. Questo nonostante la Lazio venga da un periodo in cui sta facendo buone cose e sta ritrovando anche brillantezza in alcuni elementi».
Allargando il discorso, chi vedi favorito per la qualificazione in Champions League dopo gli ultimi risultati quando mancano solo tre partite alla fine del campionato?
«Oltre a Milan, Juve e Roma metterei dentro anche il Como che ha la possibilità di fare 9 punti e chiudere a 71. E questo significherebbe ovviamente che la Juve dovrebbe fare almeno 7 punti nelle ultime 3 e almeno 4 punti per il Milan. Detto che il calendario non è semplice soprattutto per la Juventus. La Roma mi sembra molto lanciata ma ha il derby alla penultima contro la Lazio. Ci sono tanti fattori. Mettersi lì a fare le tabelle serve a poco se si pensa che la Juve ha appena perso punti col Verona retrocesso. Le sorprese sono dietro l’angolo. Posso dire che oggi, per lo stato di forma, la Roma mi sembra molto lanciata ma continuo a pensare che la Juventus, anche per la continuità del gioco proposto, possa arrivare tra le prime 4. Sarebbe invece drammatico per il Milan, dopo un campionato del genere, buttare via tutto in questi ultimi due mesi ma c’è un problema in attacco, i numeri sono evidenti. L’emblema di questo problema è Pulisic che dopo un inizio di stagione da MVP totale, non ha ancora segnato un gol in questo 2026».
SI RINGRAZIA TOMMASO TURCI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA