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Esposito: «D’Ambrosio un secondo padre, rapporto sincero con Lukaku»

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L’attaccante dell’Inter in prestito al Basilea Sebastiano Esposito si è raccontato: ecco le sue parole del passato in nerazzurro

L’attaccante dell’Inter Sebastiano Esposito si è raccontato a Cronache di Spogliatoio, ecco le sue parole sul passato all’Inter.

LUKAKU – «Incredibile è stata anche la prima volta in cui ho parlato con Lukaku. Era la tournée estiva dell’Inter, nel 2019, e lui era ancora nel Manchester United. Ci sfidiamo in amichevole e a fine partita, quando lo incrocio fuori dagli spogliatoi, gli dico «Ciao Romelu». Mi sorride e risponde: «Ciao Seba». Ho passato intere ore a capire come diavolo facesse a sapere chi fossi. Ho avuto un rapporto sincero e diretto con lui, qualsiasi cosa accadesse, mi difendeva. Quando sbagliavo, invece, si incazzava da morire. Lui odia perdere, anche in allenamento. Giocavamo in coppia, mi arriva una palla sul secondo palo e Padelli me la para. Rom si gira e mi caccia un urlo pazzesco, cerco di difendermi spiegando che «ho sbagliato un gol, non è morto nessuno…». Non lo avessi mai fatto. Mi fulminò con lo sguardo: «Ah, è questa la tua mentalità del cazzo?». Se mi avvicinavo un altro po’, probabilmente mi smontava»

D’AMBROSIO – «Un’altra figura fondamentale, che definirei come fratello maggiore o secondo padre, è stata Danilo D’Ambrosio. Ho una foto insieme a lui il giorno del mio esordio in Europa League, e poi ce ne scattammo anche una dopo la partita per immortalare il momento.  D’Ambro è sempre stato molto severo con me e lo ringrazio per questo. Mi ha aiutato a crescere. In una delle prime convocazioni mi presentai con un minuto di ritardo. Uno solo, ma non si fa. Entrando nello spogliatoio, mi presi uno schiaffo sul collo da Handanovic che ancora mi gira la testa. Danilo non mi parlò per un mese e mezzo»