Mercato Inter, ecco le strategie nerazzurre tra acquisti e cessioni
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Mercato Inter, prima la festa Scudetto e poi il punto su acquisti e cessioni: ecco le strategie nerazzurre

Mercato Inter, grande attesa per la festa Scudetto: solo dopo si farà il punto sulle cessioni e sugli acquisti. Ecco la strategia nerazzurra

Oggi l’Inter festeggia scudetto e Coppa Italia, salutando Acerbi, Sommer, Mkhitaryan e Darmian. Sui piani futuri, Repubblica svela: «Il fondo Oaktree non si opporrà alla linea del mercato misto tra giovani e giocatori esperti. Fra i pali, il principale candidato a raccogliere il testimone di Sommer è Josep Martinez. Lo spagnolo, titolare in finale di Coppa Italia, dovrà dimostrare maturità, a partire dalla puntualità agli allenamenti. Sullo sfondo resta Vicario del Tottenham, prima alternativa.

In difesa il futuro di Bastoni è da definire: con il Barcellona i contatti si sono raffreddati, Flick cerca un giocatore più veloce. Ma l’Inter si guarda attorno. A Chivu piace Solet dell’Udinese, mentre dal Sassuolo potrebbe arrivare Muharemovic, magari in uno scambio con Massolin. Fra i profili più esperti, piace Mancini della Roma».

Mercato Inter, le scelte di Chivu tra centrocampo e tattica

Il giornale continua: «Per la corsia di destra il primo nome sulla lista è Marco Palestra, soprattutto se Dumfries dovesse partire. L’ostacolo è la valutazione che ne fa l’Atalanta, per niente disposta a venire incontro all’Inter, come dimostrato dalla vicenda Lookman. A centrocampo è vicino l’ingaggio di Curtis Jones del Liverpool, il sogno resta Nico Paz. Ma è del Real Madrid. Le diplomazie sono al lavoro, con il vicepresidente Zanetti, amico del padre Pablo, in campo per parte nerazzurra. Se Nico non sarà raggiungibile, il club andrà comunque alla ricerca di un calciatore che porti imprevedibilità sulla trequarti. Chivu, già durante il Mondiale per club del 2025, aveva sperimentato il 3-4-1-2. Contro la Lazio, a inizio partita, ha mutato il 3-5-2 base, con Barella largo e Dumfries nel tridente d’attacco. L’idea è costruire un’Inter meno leggibile, più elastica tatticamente e pronta a reggere le grandi sfide europee».

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