Marotta Inter, La Russa: «Nuovo presidente? L'ho abbracciato!»
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Marotta Inter, La Russa CONFESSA: «Nuovo presidente? L’ho ABBRACCIATO!». Poi la CLAMOROSA stoccata al Milan

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Marotta-Inter, Ignazio La Russa ha parlato a margine del CDA della società nerazzurra: le dichiarazioni sul futuro

Intervenuto ai microfoni dei cronisti presenti a margine del nuovo CDA dell’Inter, Ignazio La Russa ha dichiarato:

MAROTTTA PRESIDENTE – «Ci siamo abbracciati con Marotta. Il primo merito di Oaktree è aver capito che questa non è una normale società in cui dare e avere si devono bilanciare. Qui ci sono in ballo le emozioni e vanno gestite con un’attenzione, una sensibilità diverse da qualunque altre attività imprenditoriale. La scelta del presidente che ha contribuito in maniera importante se non decisiva agli ultimi successi dell’Inter è testimonianza che la nuova proprietà ha pienamente compreso la specificità della squadra di calcio e dell’Inter. Quindi li ringrazio dal profondo del cuore, così come rivolgo un pensiero affettuoso al presidente uscente che da lontano negli ultimi tempi non ha mai smesso di essere innamorato dell’Inter, lasciando che questa squadra sotto la sua presidenza raggiungesse importanti traguardi».

STADIO – «Oggi non è giornata di polemica, ma mi sarei aspettato che anziché pensare a continui rinvii, chi ha il dovere e anche il diritto di rappresentare la città, dicesse subito che lo stadio non si tocca. Avrebbe incontrato il sentire della stragrande maggioranza dei milanesi. Quando si parla nel mondo di Milano, tutti sanno del Duomo, della Scala, ma il terzo monumento non è il Castello Sforzesco bensì lo stadio di San Siro. Queste sono le tre immagini nel mondo della nostra città. Quindi San Siro non si tocca. Io con umiltà e modestia avevo suggerito una soluzione prendendo architetti e facendo fare un progetto che assomigliava a quello che avviene in molte città del mondo, vale a dire due stadi a poche centinaia di metri di distanza tra loro. Avevo detto che era compatibile costruire il nuovo stadio mantenendo in piedi San Siro, risparmiando 50 milioni di abbattimento, risparmiando un danno ambientale enorme dalle macerie. Con quei 50 milioni si sarebbe gestito per più di 10 anni e le due società insieme potevano costruire il nuovo impianto mantenendo quello vecchio per alcuni impegni o attività. Mi sembrava una soluzione di buon senso. Finora l’idea non è passata ma ci possono ancora ripensare. Io credo che l’Inter tra le due opzioni sceglierà quella più fattibile oltre che più bella».

OAKTREE – «Non è nella sua storia ma non lo è neanche avere l’Inter. Siamo al primo giorno di scuola e hanno dimostrato la capacità e l’intelligenza di comprendere la specificità di questo investimento. Non hanno comprato un’azienda di dolci o computer, ma un’industria dove il primo fatturato sono le emozioni. Credo che anche dal punto di vista economico, rafforzare il valore dell’Inter e cercare un nuovo compratore come per natura dei fondi siano situazioni che possano coesistere».

SOGNO CHAMPIONS – «Altrimenti che tifoso sarei? Mi aspetto tutto ogni anno, ogni partita, ogni minuto. Poi se sei un vero tifoso anche se ti salvi dalla retrocessione per un punto non smetti di esserlo. Non ho neanche preso in considerazione la retrocessione, quello spetta al Milan (ride, ndr)».

MERCATO – «Io sono malato per un giocatore che non può venire, Dybala. Secondo me gestito come saprebbe gestirlo l’Inter, non per forza 50 partite l’anno… Faccio questo nome proprio perché non verrà».

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