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Rummenigge: «Il FFP è da cambiare. Nel mio ultimo anno all’Inter…»

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L’ex storico giocatore dell’Inter, Karl-Heinz Rummenigge, si è raccontato a Rai 2. Inter, Bayern e FFP tra gli argomenti trattati

Intervenuto durante la trasmissione di Rai 2, “Dribbling“, lo storico ex calciatore nerazzurro e presidente onorario dell’ECA, Karl-Heinz Rummenigge, ha parlato del suo passato all’Inter, del Bayern e del Fair Play Finanziario.

FFP E SUPERLEGA – «Il calcio negli ultimi anni è uscito dalla via buona. Ognuno di noi voleva vincere a tutti i costi e abbiamo speso il mondo alla ricerca del successo. Bisogna rifare un Financial Fair Play gestito dalla UEFA e in modo serio e solido. Nel calcio nessuno dice ‘basta’, tutti vogliono andare avanti e anche la stampa e i tifosi chiedono di investire continuamente per ottenere più successi possibile. L’industria del calcio è l’unica nel mondo che perde soldi, guardiamo i bilanci del Barcellona o della Juventus che ha perso più di 400 milioni negli anni passati. Dobbiamo intervenire in modo intelligente, perché se andiamo avanti così il danno si moltiplica e diventa ingestibile. La Superlega è una copia dello sport americano, ma nel calcio europeo non può funzionare. Credo che dobbiamo avere le competizioni aperte alle squadre che si qualificano grazie al risultato ottenuto sul campo».

TRAPATTONI – «Ho conosciuto Giovanni nell’ultimo mio anno in nerazzurro, una stagione non semplice perché ho avuto problemi muscolari a una gamba. Alla fine è stato lui a decidere che il mio contratto non sarebbe stato rinnovato. Per me è stato difficile da accettare. Poi anni e anni dopo l’ho chiamato e gli ho chiesto se pensava di poter essere l’allenatore del Bayern. Siamo andati io, Beckenbauer e Hoeness a Milano a incontrarlo, abbiamo pranzato insieme con lui e con la moglie Paola, lui mi ha chiesto di parlarmi a quattr’occhi nel suo soggiorno, lì mi ha detto: “Non capisco, sono stato io a negarti il rinnovo del contratto, adesso mi chiedi di andare al Bayern”. Io gli ho spiegato: “Quando tu hai preso quella decisione io avevo il tendine d’Achille rotto, quindi dovevo restare fermo cinque-sei mesi: ho capito la tua scelta, non ti preoccupare. È stata dura lasciare l’Italia in quel periodo, ma ora la situazione è diversa. Crediamo che tu sia la soluzione giusta per allenare il Bayern».