Inzaghi: «All'Inter 4 anni meravigliosi! A Istanbul...».
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Inzaghi: «All’Inter 4 anni meravigliosi! A Istanbul meritavamo di più. Sul futuro rispondo così»

Inzaghi: «All’Inter 4 anni meravigliosi! A Istanbul meritavamo di più. Sul futuro rispondo così». Segui gli aggiornamenti sui nerazzurri

In un’intervista rilasciata a Il Giornale, Simone Inzaghi ha fatto il punto sulla sua carriera, bilanciando il ricordo dell’eredità lasciata ai nerazzurri con la piena concentrazione sul presente. Ormai giunto al suo secondo anno sulla panchina dell’Al-Hilal, il tecnico piacentino ha ribadito la totale focalizzazione sul progetto in Arabia Saudita, mentre a Milano la formazione meneghina ha ormai avviato un nuovo corso sotto la guida di Cristian Chivu.

FUTURO – «Il futuro può aspettare. Qui ho tutto e voglio dare tutto a questo club. L’anno scorso siamo stati l’unica squadra imbattuta al mondo, quest’anno vogliamo alzare nuovi trofei. L’Italia è nel mio cuore, l’Europa sarebbe un grande stimolo. Il mio inglese è migliorato molto, la lingua non sarebbe un ostacolo».

PASSATO – «La finale di Istanbul, meritavamo di più. Siamo andati vicino a un miracolo sportivo contro la squadra più forte dell’ultimo decennio».

MODULO – «Il sistema dipende dai giocatori che hai, sempre. E le critiche per le sostituzioni dei giocatori ammoniti, allora? Ho cominciato a farle nel 2018, ora mi pare che le facciano quasi tutti. Giocare 10 contro 11 con l’intensità odierna equivale a mezza partita persa, ne ho parlato con molti colleghi e tutti la pensano come me».

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ALLENATORI – «Ho tanti amici, buona confidenza anche con Guardiola e Luis Enrique, ma ovviamente il rapporto con mio fratello è speciale. Lui guarda le mie partite e io le sue. E poi ci scambiamo le impressioni al telefono. Filippo ha stabilito un grande rapporto con Palermo e con il club. Speriamo che quest’anno ce la faccia».

INTER FAVORITA – «Sulla carta sì, ma poi c’è il campo. e le squadre competitive sono molte, dal Milan, al Napoli, dalla Juventus alla Roma e al Como».

INTER – «All’Inter ho vissuto 4 anni meravigliosi. Abbiamo vinto 6 trofei, giocato 2 finali di Champions e siamo rimasti sempre competitivi, anche in un periodo nel quale il club doveva essere molto attento sul mercato. La dirigenza è stata bravissima, risanando un bilancio vicino al collasso e a me non hanno mai nascosto nulla. Non ho mai vissuto queste difficoltà come un alibi, sono stati uno stimolo. Abbiamo costruito, fatto crescere giocatori, creato valore e dato all’Inter una mentalità ancora più forte».

LAZIO – «Tristezza, spero che si esca presto da questa situazione difficilmente sostenibile. I tifosi che non vanno allo stadio sono i primi a soffrirne. Conosco bene l’ambiente: sono arrivato alla Lazio a 23 anni e ne ho trascorsi lì 22, anche se è stato quasi un caso. Nell’estate del ’99, dopo i 15 gol in A col Piacenza, feci le visite mediche al Milan, ma non mi presero perché il dottor Meersseman disse che la mia schiena aveva una predisposizione agli infortuni. Non lo sapevamo, ma purtroppo aveva ragione, visto che a 28 anni già non ero più io, proprio per la schiena. Potevo diventare milanista 2 anni prima di Filippo, invece andai alla Lazio. E vinsi subito lo scudetto, fui capocannoniere in Champions. Le mie soddisfazioni me le sono tolte».

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