
La Gazzetta dello Sport propone un focus su Lautaro Martinez, simbolo della nuova Inter di Simone Inzaghi
Secondo le parole del giornalista della Gazzetta dello Sport Vincenzo D’Angelo, Lautaro è il volto e l’anima della nuova Inter.
L’argentino, sempre trasparente ed onesto sia nella buona che nella cattiva sorte dei nerazzurri, ha la stoffa da leader vero:
LAUTARO IN BUONA E CATTIVA SORTE- La faccia rabbuiata, uno sguardo che parlo. Niente testa bassa, solo gli occhi che sembrano urlare dalla delusione. La trasformazione adesso è completa: Lautaro Martinez è diventato il simbolo della nuova Inter. Non che servisse la scellerata trasferta di Bologna per averne certezza, chiaro. Però una cosa è metterci la faccia quando si vince, quando c’è da raccogliere carezze e applausi. E un’altra e andare davanti alle telecamere per fare da parafulmini a una giornata nera e a chiedere pubblicamente scusa ai propri tifosi. «Il pensiero è che ora così non andiamo da nessuna parte. Dobbiamo cambiare subito e avere più costanza. Ora dobbiamo abbassare la testa e pedalare e tutti insieme per alzare il livello, così non si va da nessuna parte. Chiedo scusa a tutti i tifosi e alla gente che è sempre dietro di noi».
CRESCITA CON L’INTER- Lautaro si sente interista dentro, lo ha ribadito in settimana anche il suo agente Camano, sottolineando ancora una volta il desiderio del Toro di continuare con l’Inter, di cui ormai è il simbolo: 90 reti in 215 presenze, migliorando di stagione in stagione. A Milano, Lautaro ha assaporato per la prima volta il dolce gusto della vittoria, e da quel momento scudetto 2020-21 – non si è più fermato. Quattro titoli con l’Inter, più due con l’Argentina. L’ultimo, il Mondiale in Qatar, ha sancito la definitiva consacrazione a livello internazionale, e restituito all’Inter un giocatore nuovo, nella testa e nella leadership. Come se il titolo di campione del mondo avesse spinto Lautaro a fare un ulteriore step di crescita professionale: non solo trascinatore ed esempio tecnico in campo, ma anche leader nello spogliatoio.
LEADER NERAZZURRO- E il viaggio sulle montagne russe dell’Inter di quest’anno, forse, si deve anche all’assenza di una leadership conclamata. I senatori ci sono sempre, ma gli anni passano per tutti e anche un grande spogliatoio ha bisogno di nuove facce da seguire. E Lautaro oggi sembra perfettamente a suo agio in questa nuova veste di ambasciatore nerazzurro. Credibile sempre, perché sincero e diretto. Non si è mai nascosto, non ha mai nascosto le emozioni. Come le lacrime versate sotto la Curva Nord all’ultima giornata dello scorso campionato, col titolo sfuggito a favore del Milan. Lautaro si è sentito responsabile, perché quella era già la sua Inter. Col mondo nerazzurro ha fatto un patto d’onore quel giorno: non vi deluderemo più. Ecco perché a Bologna ha sentito il bisogno di scusarsi. Ecco perché adesso ha invitato tutti a cambiare marcia. Lui per primo, per dare l’esempio.