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Dimarco: «Sono nato nerazzurro, sogno di vincere la Champions»

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Il difensore dell’Inter Dimarco ha parlato ai microfoni della UEFA del suo amore per i colori nerazzurri

Federico Dimarco, difensore dell’Inter, ai microfoni dei canali ufficiali della UEFA ha parlato del suo amore per la maglia nerazzurra e dei suoi obiettivi con questo club.

A SAN SIRO DA BAMBINO – «È vero, ci andavo con mio padre. All’inizio andavo con mio zio e mio nonno, perché avevano l’abbonamento per il Primo Anello Verde, quindi andavo sempre con loro».

AMORE NERAZZURRO – «Sono nato nerazzurro, sento questo amore dentro di me. Provavo questo sentimento ancor prima di giocare nell’Inter, fin da bambino. Quando l’Inter perdeva stavo male». 

GIOVANILI – «Iniziare a giocare nelle giovanili era la cosa più bella che poteva accadermi in quel momento».

ESORDIO – «Era una partita di Europa League e ricordo che era prima di Natale. Per me era un sogno che diventava realtà, una cosa che sognavo fin da bambino. Vestire la maglia della squadra che tifavo era incredibile». 

IN GIRO IN PRESTITO – «Se mi hanno aiutato a crescere? Sicuramente. Ci sono stati periodi difficili, soprattutto quando ero infortunato o non giocavo, ma credo che queste esperienze mi abbiano aiutato a crescere e maturare, a diventare uomo. Ora conosco di più me stesso e le mie capacità».

SCUDETTO – «Innanzitutto, ero molto contento che l’Inter avesse vinto il campionato l’anno scorso, anche se non c’ero. Poi, quest’anno sono molto contento di come gioco e spero di fare ancora meglio». 

INZAGHI – «Il mister è molto preparato, così come lo staff. Mi aiutano molto e io cerco di migliorare giorno dopo giorno».

SOGNO CHAMPIONS – «Credo che ogni bambino sogni di giocare in Champions League. Quando scendi in campo e ascolti l’inno, senti un’atmosfera diversa; è qualcosa di speciale. Devi provarlo per poterne parlare. Vincerla sarebbe un sogno che si realizza. Se dovessi vincerla, rimarrà per sempre nel mio cuore».

PASSARE IL GIRONE – «Credo che sarebbe molto importante per noi. Quella contro Shakhtar è stata una partita difficile e sappiamo che cosa è successo l’anno scorso. Ora è tutto nelle nostre mani, dobbiamo solo giocare come sappiamo. Superare il girone sarebbe importante perché sono diversi anni che non ci riusciamo».

22 MAGGIO 2010 – «Quell’anno volevo andare a Madrid, ma avevamo un torneo con le giovanili e non ci sono riuscito. Ero impegnato con la squadra e ho dovuto rinunciare, ma ho visto tutta la partita».