
Il family office qatariota Al Mirqab avrebbe manifestato interesse per l’Inter, ma il fondo americano per ora apre solo a operazioni senza cessione del controllo
L’ombra degli Al Thani torna a calarsi sul futuro dell’Inter. Secondo quanto riportato questa mattina da Tuttosport, il nome dietro al family office di Doha Al Mirqab – che avrebbe manifestato interesse per una quota di minoranza del club nerazzurro – è quello dello sceicco Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani (noto anche come HBJ). Al momento, tuttavia, i contatti sarebbero limitati a un livello puramente verbale: non è stata avviata alcuna trattativa ufficiale e il fondo Oaktree non contempla la cessione della società, pur valutando con apertura eventuali operazioni che non comportino la perdita del controllo.
Il profilo di HBJ e un patrimonio miliardario
Sessantasette anni, figura di spicco ed ex primo ministro del Qatar tra il 2007 e il 2013 (oltre che ministro degli Esteri per un lunghissimo periodo), HBJ è stato uno degli uomini chiave nella proiezione finanziaria e politica internazionale dell’emirato, ricoprendo un ruolo di primo piano anche all’interno della Qatar Investment Authority.
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La rivista Forbes stima il suo patrimonio personale a oltre 5 miliardi di dollari. Una fetta importante di queste risorse viene gestita proprio attraverso Al Mirqab, veicolo d’investimento attivo nel settore immobiliare di pregio, nella finanza e nell’ospitalità alberghiera, con interessi già radicati anche in Italia (tra cui l’acquisto di Villa Certosa).
La storia si ripete: dai tentativi con Suning allo scenario con Oaktree
L’interesse della famiglia regnante qatariota per i colori nerazzurri non rappresenta una novità assoluta. Già nel 2023, infatti, Jassim bin Hamad – figlio di HBJ e presidente della Qatar Islamic Bank – aveva sondato il terreno quando la proprietà cinese di Suning era alla ricerca di soci. All’epoca, però, la richiesta da 1,2 miliardi di euro avanzata dalla proprietà fu ritenuta eccessiva, facendo arenare i discorsi.
Oggi lo scenario è radicalmente mutato: i conti dell’Inter sono in netto miglioramento, il progetto legato al nuovo stadio ha fatto impennare il valore del club e Oaktree non ha alcuna urgenza di vendere. Ciononostante, i contatti preliminari confermano come il brand nerozzurro continui ad esercitare un fascino fortissimo sulla scena internazionale.