
La svolta di Diouf, da oggetto misterioso a risorsa sulla fascia, il francese convince tutti nell’ultimo match di Bologna
Per buona parte della stagione Andy Diouf è stato una specie di oggetto misterioso all’interno della rosa nerazzurra. Dalla seconda parte del campionato in poi, però, qualcosa è cambiato radicalmente nel rendimento del giocatore. All’origine di questa metamorfosi c’è soprattutto l’intuizione di Cristian Chivu, una mossa tattica che potrebbe aver regalato una svolta definitiva alla carriera del ragazzo. Arrivato inizialmente a Milano per coprire il ruolo di mezzala, il tecnico lo ha spostato sulla fascia destra, dove il suo dribbling e la sua imprevedibilità hanno subito fatto la differenza.
«L’ultima uscita stagionale dell’Inter in casa del Bologna lascia in eredità anche una serie di indizi su Andy Diouf. E sembrano andare tutti nella stessa direzione. Vederlo sgasare in quel modo soprattutto nel secondo tempo ha confermato non solo che ha doti che possono tornare molto utili alla causa di Chivu, ma anche che l’allenatore rumeno e il suo staff potrebbero avergli trovato la collocazione del futuro. Dovrà convincersi fino in fondo anche lui. La prova del Dall’Ara però può essere una conferma anche per Diouf, che ha sverniciato i difensori avversari, mostrando una cilindrata superiore a tutti gli altri calciatori presenti in campo» sottolinea il Corriere dello Sport.
I dettagli del piano tattico di Chivu
«All’ombra delle Due Torri, arrivando quasi da solo a mettere in piedi la rimonta nerazzurra, ha dribblato i suoi marcatori in disinvoltura. Sono giocate di cui l’Inter ha tremendamente bisogno da anni. E che Diouf può garantire anche con una certa continuità, godendo di buona tecnica e soprattutto di una discreta personalità. Se Chivu ha deciso però di spostarlo sulla fascia destra, un motivo c’è e non è trascurabile: assecondare quel tipo di spartito nella corsia centrale, con l’atteggiamento anarchico che ha talvolta mostrato, rischierebbe pesantemente di compromettere gli equilibri in campo» prosegue l’analisi del quotidiano romano.
Il ritiro estivo e le sirene del calciomercato
«Di sicuro c’è ancora tanto da fare per renderlo esattamente un’alternativa valida e completamente affidabile al titolare di turno. La base però c’è e sempre anche essere piuttosto importante: accelerazioni, cambi di passo e uno contro uno fanno brillare gli occhi a tutto lo staff tecnico. Toccherà al giocatore dare una risposta definitiva al suo allenatore, prima di ripartire con il duro lavoro già dai primi giorni del ritiro. L’Inter vorrebbe tenerlo e proseguire con lui in questa direzione. Il mercato ovviamente non lo tiene completamente al riparo da altri scenari, ma il progetto può garantirgli un salto di qualità a prescindere» conclude il quotidiano. La palla passa ora al francese, atteso alla definitiva consacrazione.