
Dimarco interpreta il suo ruolo in chiave moderna, mister Chivu sta rivoluzionando l’esterno in tutto campista. Si pensa anche al rinnovo
Nato come esterno puro, Federico Dimarco sta vivendo un’evoluzione tattica totale sotto la guida di Cristian Chivu. Il perimetro della fascia sinistra non gli basta più: spinto da un estro naturale, l’azzurro tende ad accentrarsi, trasformandosi in un vero e proprio regista offensivo capace di muoversi su tutto il fronte d’attacco. Questo il focus de La Gazzetta dello Sport sul classe ’97.
Evoluzione tattica e libertà in campo
Chivu gli garantisce grande libertà d’azione, a patto che non si creino squilibri in fase difensiva. Già nella scorsa stagione Dimarco aveva esplorato zone meno familiari grazie alla sua straordinaria tenuta aerobica, ma oggi interpreta il ruolo in chiave moderna, ricordando per licenza di movimento ciò che fa Riccardo Calafiori. I suoi inserimenti e il fraseggio stretto permettono all’Inter di fluidificare la manovra, alternando la spinta sull’esterno a giocate di qualità al centro del campo. Un’evoluzione che stuzzica anche la Nazionale, dove le sue caratteristiche si sposano alla perfezione con il gioco dinamico richiesto dal CT. Inoltre, ad Appiano Gentile, Dimarco continua a perfezionare i calci di punizione, un’arma in più per la cooperativa del gol nerazzurra.
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Traguardi e rinnovo: rotta verso il 2030
Prossimo ai 29 anni, Dimarco si appresta a vivere la maturità della carriera puntando a due grandi obiettivi: la conquista della Champions League, dopo le due finali sfiorate, e la partecipazione ai prossimi Mondiali con l’Italia. Parallelamente si delinea il suo futuro con il club. L’accordo attuale prevede un rinnovo automatico fino al 2028 tramite un’opzione unilaterale a favore dell’Inter, ma i contatti tra la società e l’entourage del giocatore sono già avviati per prolungare l’intesa fino al 2030. Un segnale chiaro: Dimarco è un leader destinato a rimanere a lungo il padrone della fascia nerazzurra.