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Cordoba: «Non tiferò mai contro l’Inter. I nerazzurri hanno l’80% di vincere lo scudetto»

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Ivan Ramiro Cordoba, consigliere delegato dell’area sportiva del Venezia, ha parlato a La Gazzetta dello Sport alla vigilia della sfida con l’Inter

Ivan Ramiro Cordoba, consigliere delegato dell’area sportiva del Venezia, ha parlato a La Gazzetta dello Sport alla vigilia della sfida contro l’Inter.

RECOBA – «Assolutamente, il Chino era un giocatore, come dire, diverso. Aveva qualità uniche, ha fatto la storia e molto bene sia all’Inter che al Venezia. Il mancino di Recoba è leggenda, metteva la palla dove voleva. Era uno spettacolo vederlo giocare, tirare le punizioni. Anche i corner. Ti arrivava la palla giusto sulla testa, se non facevi gol era colpa tua. Se lo sento ancora? Sì, l’avevo invitato all’ultima sfida con il Cittadella la stagione scorsa. Volevamo fargli un regalo da parte della società ma non ha potuto. Fa l’allenatore e aveva un impegno. Quasi piangendo ha dovuto rifiutare. Ma siamo rimasti che verrà perché ci tiene davvero, Venezia è nel suo cuore come lui lo in quello dei tifosi».

INTER VENEZIA – «Non tiferò mai contro l’Inter. Sarà una partita particolare per me, ovvio, posso dire che tiferò per la mia squadra, che ora è il Venezia. Mettiamola così: Che l’Intere vinca tutte le altre partire. Scherzi a parte, all’Inter come a Mourinho sarò sempre grato e rispettoso».

MOURINHO E ZANETTI – «Penso siano diversi, ma hanno in comune una fantastica gestione del gruppo. Che è troppo importante per i risultati di una squadra. Gestire lo spogliatoio, conoscere bene i giocatori, è fondamentale. Nei dettagli, Zanetti è in sintonia con quello che è il calcio adesso, lui non rinuncia mai al suo modo i giocare. Non cambia che sia in B o in A, ha una grande personalità. E sta facendo molto bene».

MOURINHO SCONFITTO A VENEZIA – «L’ho aiutato quel giorno. Prima l’ho visto carico, dopo un po’ preoccupato. Lui non è uno che si scoraggia, sa gestire questi momenti, anzi ci vive nelle situazioni difficili, o almeno ci aveva abituato così. Però qualche pensiero ce l’ha, perché partite come quella contro di noi lui non le perdeva».

INZAGHI – «Non l’ho mai studiato con la visione di un dirigente. Penso però che si stia mettendo in linea con quella che era l’aspettativa. Per lui era una bella sfida, non facile, ma di quelle sfide che vuoi affrontare. Prendi una squadra scudettata, con obbiettivi diversi, giocatori diversi, lasciando la comfort zone della Lazio. E’ stato coraggioso. Qualcuno può dire facile esserlo se prendi quei soldi, ma non è così scontato».

INTER – «Sta crescendo, deve continuare a fare questo percorso, perché vincere ti aiuta a vincere, anche una Coppa Italia. Attraverso le vittorie puoi diventare come quell’Inter, al di là dei giocatori. Che comunque sono ottimi e puoi anche fare delle scelte vista la rosa abbondante. Difensori? Skriniar è molto forte. Ma un giocatore di cui non possiamo fare a meno (dice davvero possiamo, ndr.) è De Vrji. Lui è l’equilibrio della nostra difesa. La mia difesa, quella con Mou, era diversa: giocavamo sempre a quattro. Difficile fare paragoni».

SCUDETTO – «Che percentuale ha l’Inter di vincerlo? Voglio essere fiducioso: l’80 per cento. Anche se è dietro ora. Era dietro anche l’anno scorso. La vittoria col Napoli le ha dato grande spinta. Poi per rosa, per quello che dicevamo prima che sentirti vincitore che ti dà una forza diversa. Sarà una bella lotta con Milan e Napoli. Forse sono portato a pensare positivo perché sono tifoso. Ma L’Inter ha un organico molto più importante e attrezzato per arrivare in fondo. Senza sminuire quello che fanno le rivali che hanno fatto un lavoro molto importante. Meno male che al Milan ci hanno messo tanto tempo a capire che Maldini era molto importante, altrimenti noi come interisti avremmo fatto più fatica l’anno scorso».