
Conferenza stampa Chivu pre Real Madrid Inter: le parole del tecnico dei nerazzurri alla vigilia dell’esordio in Champions League
La conferenza stampa di Cristian Chivu alla vigilia di Real Madrid Inter, match valevole per il primo turno della League Phase della Champions League: queste le parole del tecnico nerazzurro (che interverrà in compagnia di Lautaro Martinez). La conferenza avrà inizio alle ore 19.00, noi di InterNews24 la seguiremo live.
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COSA MI PIACEREBBE VEDERE DOMANI DELLA MIA INTER DEL TRIPLETE? – «Abbiamo l’obbligo di scrivere pagine importanti per questa società. Tutto quello fatto pre 2010 ma anche post 2010. Abbiamo questo obbligo per la storia di questa società. Lo stadio è stato rinnovato ed è ancora più bello, ci fa piacere a tutti giocare una partita di Champions in questo stadio. Per me José è una persona speciale, che ho avuto la fortuna di incontrare nella mia vita, mi ha fato una mano importante in un momento difficile della mia vita e non me lo scorderò mai»
SE MI SONO ISPIRATO IN QUALCOSA A MOURINHO? – «Non ho mai copiato nessuno. Ho una mia idea di calcio, costruita negli anni da giocatore e in 6 anni di settore giovanile, dove ho avuto la possibilità di sperimentare diverse cose che mi sono servite in questi anni».
COME ESSERE DOMINANTI AL BERNABEU – «Consapevoli del fatto che non è mai semplice per nessuno giocare qui, leggevo che sono 60 anni che l’Inter non vince qua. Faremo del nostro meglio, non vogliamo snaturarci. Vogliamo far vedere che siamo competitivi e che siamo cresciuti, consapevoli del fatto che non esiste un modo perfetto per affrontare il Real Madrid, che sa metterti in difficoltà a prescindere dal piano gara».
E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI STONES E JONES? – «Non è importante chi parte ma quei 16 giocatori che hanno la possibilità di dare un contributo in quella partita. Abbiamo avuto la testimonianza in queste prime gare di campionato quanto sono importanti i giocatori che subentrano, domani si vedrà le mie scelte e quello che farò».
CHE EFFETTO FA AVERE SOLO 2 GIORNI PER PREPARARE QUESTO TIPO DI PARTITA? – «Avrei scelto un giorno in più dopo una partita estenuante e bella come quella di sabato sera. Non fa differenza, abbiamo capito tutti i punti che bisogna fare per avere la possibilità di finire tra le prime 8, abbiamo capito anche cosa significa passare per i playoff, con due partite che non sono mai scontate».
IN ITALIA L’INTER LA SQUADRA DA BATTERE, IN EUROPA? – «La domanda da fare a Mourinho è se lui desiderava che l’Inter vincesse. Noi abbiamo le idee e il merito per dove sono arrivate. Da 8 anni a questa parte questi calciatori fanno vedere cose importanti, hanno raggiunto una finale di Europa League e due di Champions, hanno vinto trofei nazionali. Con le idee e col lavoro siamo in una situazione per cui in molti pensano che possiamo farcela. ma la Champions è bastarda, bisogna avere anche fortuna in determinate partite. noi vogliamo essere all’altezza di questa competizione e di cosa ha raggiunto questa società negli ultimi anni».
PARAGONE TRA QUESTA INTER E QUELLA DEL 2010 – «Non paragono mai le generazioni, parliamo di 16 anni fa. Il calcio è cambiato. Quella squadra ha scritto una pagina importante del campionato e in Europa, però questa squadra ha fatto delle cose belle. Un gruppo di grandi uomini che cercano di dare il massimo per scrivere anche loro la propria storia. I paragoni non si fanno, ogni squadra vive un periodo e un momento, noi vogliamo scrivere ancora delle pagine importanti».
SERVONO 5 VITTORIE PER ARRIVARE TRA LE PRIME OTTO? – «Sedici punti servono, quindici non bastano. Dobbiamo fare il nostro meglio, non dobbiamo avere l’ossessione di fare punti in determinate partite».
SULL’INIZIO DI STAGIONE DI MOURINHO AL REAL MADRID – «L’inizio stagione non è mai semplice, è presto. Ci sono giocatori che ancora devono abituarsi a cosa voglia dire giocare nel Real Madrid, non è mai semplice. L’inizio è stato equilibrato, hanno perso l’ultima partita ma immeritatamente. Hanno un allenatore importante che sa come bisogna fare determinate cose e giocatori di alto livello».
COSA MI HA INSEGNATO MOURINHO? – «Secondo me lui è bravo a calarsi subito nella realtà della società che rappresenta e trasmettere le sue idee. E’ un vincente, sa trasmettere determinate cose in determinati momenti, sono pochi come lui. Ha fatto vedere ovunque cosa vuol dire essere un vincente».