
L’allenatore dell’Inter, Cristian Chivu, ha voluto dire la sua dopo la sconfitta rimediata in Champions League contro il Club Brugge
Intervenuto nel corso del postpartita di Inter Bruges, il tecnico nerazzurro Cristian Chivu ha commentato così il KO rimediato nel secondo turno della League Phase della Champions League. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport.
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ANALISI – «E’ stato un buon primo tempo, da parte nostra e anche loro. Di intensità, abbiamo fatto cose giuste, poi abbiamo subito una ripartenza su angolo, poi siamo riusciti a rientrare in partita. nel secondo tempo abbiamo iniziato bene, abbiamo avuto due occasioni importanti da gol e non l’abbiamo fatto, Poi un po’ di frustrazione e frenesia ci ha fatto perdete le distanze, col gol del 2 a 1 è andato tutto fuori giri, senza mantenere la calma e il piano gara. Ma merito anche del Bruges che ci ha messo tanto in difficoltà».
14 GOL SUBITI, UN DATO CHE PREOCCUPA? – «Non potrei dire di no. Ovvio che ci sono cose da valutare, soprattutto in Champions, dove quando vai sotto è difficile riprenderla per la qualità delle avversarie. Pensiamo a noi, al nostro equilibrio, alle seconde palle e all’intensità giusta e le distanze quando si fanno le pressioni. Dobbiamo lavorare e lo sapevamo già».
COME SI PUO’ INVERITRE IN POSITIVO QUESTO RENDIMENTO IN CHAMPIONS – «Siamo consapevoli di cosa non va in Champions League, cerchiamo di rimediare. Magari c’è qualcosa che ci portiamo dietro. Mi prendo io per primo la responsabilità, che probabilmente non riesco a trovare l’equilibrio giusto in un certo tipo di partite. Si lavorerà, ma bisogna restare fiduciosi, ci sono ancora 6 partite. Vero che queste 2 sconfitte in Champions fanno male, per le aspettative e per quello che tutti noi volevamo fosse diverso. Abbiamo tanto da fare e da lavorare dal punto di vista tattico, dove sono io il responsabile, un po’ anche in quello mentale».
POCO FILTRO E POCA INTENSITA’ NEL SECONDO TEMPO – «E’ quello che ho detto prima, non ho bisogno di rivederla la partita. La sensazione dalla panchina è che con quelle due occasioni ad inizio secondo tempo abbiamo perso l’intensità, andavamo troppo in avanti dimenticandoci di tornare indietro. Un po’ di frustrazione, perdita di equilibrio. Abbiamo fatto le pressioni sbagliate, arrivavamo sempre un attimo in ritardo, questo in Champions League lo paghi. Sono io il primo responsabile, perché forse si poteva preparare meglio la partita, forse potevo trasmettere più calma per l’inizio del secondo tempo. In Champions devi trovare anche il cinismo di fare gol, a volte siamo troppi presi da cosa vogliamo fare quest’anno e forse dobbiamo cambiare qualcosa».
L’ATTITUDINE DELLE AVVERSARIE IN EUROPA – «E’ diverso per intensità, per qualità tecnica. Però noi abbiamo l’obbligo e il dovere di trovare l’equilibrio giusto nel fare determinate cose, consapevoli che ogni piccolo errore lo paghi. Dobbiamo migliorare, ma non dobbiamo perdere la fiducia e l’entusiasmo in noi stessi».