
Due sconfitte nelle prime due giornate di Champions League accendono l’allarme in casa nerazzurra, ma il tecnico non intende stravolgere la propria filosofia: il problema, secondo la Gazzetta dello Sport, è soprattutto nell’atteggiamento della squadra
La sconfitta contro il Club Brugge, arrivata dopo quella all’esordio contro il Real Madrid, ha aperto una riflessione in casa Inter. Nel mirino sono finiti alcuni singoli, ma soprattutto l’atteggiamento tattico della squadra, apparso troppo spregiudicato e poco attento alla fase difensiva nei momenti decisivi delle partite europee.
LEGGI ANCHE: le ultimissime in casa Inter
Nonostante le critiche, però, Cristian Chivu non ha intenzione di rinunciare alle proprie idee di gioco. Come riferisce La Gazzetta dello Sport, il problema non sarebbe tanto il sistema tattico o la qualità della rosa, quanto la mentalità con cui l’Inter affronta determinate situazioni.
Le rimonte in campionato e i risultati della scorsa stagione avrebbero alimentato una sensazione di superiorità che in Champions League rischia di trasformarsi in un limite. In Europa servono concentrazione, intensità e applicazione costanti, senza concedersi cali di tensione.
Pressing alto e aggressività: Chivu insiste sulla sua Inter
Il tecnico avrebbe già richiamato l’attenzione dei giocatori sulla necessità di curare entrambe le fasi di gioco. Se con il pallone l’Inter riesce spesso a costruire occasioni e a sviluppare una manovra efficace, senza palla manca ancora la ferocia necessaria per recuperare il possesso e proteggersi dalle ripartenze avversarie.
La soluzione, dunque, non sarà necessariamente un atteggiamento più prudente. Chivu vuole continuare a puntare su pressione alta, gioco verticale e aggressività, lavorando per renderli più efficaci. La prestazione contro il Parma, secondo la ricostruzione del quotidiano, dimostra che questa strada può funzionare.
Restano da migliorare anche i duelli individuali e la gestione delle seconde palle, aspetti che richiedono maggiore determinazione.
Il messaggio dell’allenatore è chiaro: la filosofia non cambia, ma l’Inter deve cambiare atteggiamento. In Champions League, continuare così non basta più.