Buongiorno Inter, Ventura: «Mercato? Può diventare una bandiera»
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Buongiorno Inter, Ventura: «Mercato? Può diventare una bandiera»

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Le dichiarazioni di Ventura ha voluto elogiare il capitano del Torino Alessandro Buongiorno: ricercato dall’Inter sul mercato

In esclusiva su CalcioNews24, l’allenatore ex Toro Ventura ha parlato di Alessandro Buongiorno: forte obiettivo dell’Inter.

«Io penso che ci siano i presupposti, anche se oggi il calcio è cambiato. Una volta Rivera stava 20 anni, Mazzola stava 25, Del Piero e Totti stavano tutta la vita nello stesso club. Oggi invece non esistono più calciatori che stanno tutta la vita in una società. Però il gesto di Buongiorno (il difensore ha rifiutato in estate le offerte di mercato, ndr) è un segnale fortissimo che ha dato. Buongiorno oltre essere un ottimo calciatore è un ottimo ragazzo. Una persona assolutamente seria, accompagnata da una famiglia alle spalle altrettanto seria. Quindi ci sono tutti i presupposti affinché Buongiorno possa diventare l’inizio di un qualcosa di veramente granata dentro. Però vedi, quando prima dicevo che il Torino è una squadra che ritengo assolutamente competitiva…ti faccio l’esempio: Buongiorno quanti anni ha? 22-23, Zima? Bellanova? Ricci? Ilic? Schuurs? Quindi stiamo parlando di giocatori che lavorando e dandogli il tempo di maturare attraverso una programmazione possono crescere. Programmazione significa: lavoro quotidiano, lavoro annuale e capire dove c’è la possibilità di migliorare in alcuni ruoli. Tu hai una base assolutamente straordinaria, in cui puoi costruire il Torino dei prossimi anni, ma ci vuole il tempo. Penso a quando abbiamo preso Darmian, mi dicevano: ‘Ma come si fa a fare giocare quello lì’, oppure quando abbiamo preso Glik dicevano: ‘Puó andare a scaricare i camion ma non a giocare’. Glik è diventato Capitano della Nazionale polacca e ha fatto due Mondiali. Darmian l’abbiamo dato al Manchester ed oggi è uno dei migliori giocatori che ha l’Inter. Ma non sono nati così. Hanno dovuto lavorare per diventare così e abbiamo dovuto lavorare per farli diventare così. Se vogliamo parlare di calcio concreto, di costruire dove manca bisogna avere un’ottica leggermente diversa. Tutto qui. Ma non è una critica a nessuno, sia chiaro».

QUI L’INTERVISTA INTEGRALE.

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