
Il laterale Spence protagonista del Matchday Programme di Inter-Como: dagli inizi a Peckham all’esperienza con il Nottingham Forest
Nuova gara casalinga per l’Inter e, come da tradizione, spazio alle parole di un protagonista nerazzurro attraverso i canali ufficiali del club. In occasione della sfida contro il Como, il volto scelto per il Matchday Programme è quello di Djed Spence, che si è raccontato ripercorrendo le tappe più importanti della propria vita e della carriera.
LEGGI ANCHE: le ultimissime in casa Inter
Dalle prime esperienze calcistiche nel quartiere londinese di Peckham all’ammirazione per Cristiano Ronaldo, passando per il rapporto con l’Italia e il ricordo di una grande esperienza con la Nazionale inglese. Spence ha parlato anche del suo giocatore preferito nella storia dell’Inter: Ronaldo il Fenomeno.
Inter-Como puoi vederla su DAZN: clicca qui per le offerte del momento
Questa la sua intervista:
«Vengo da Peckham, un quartiere nel Sud di Londra. Qui ho iniziato a giocare, penso che il primo luogo in cui ho preso a calci un pallone non fosse un vero e proprio campo, ma il Peckham Rye Park. Mi piaceva molto Cristiano Ronaldo quando ero piccolo, provavo a imitarlo quando giocavo al Peckham Town: il mio primo gol è arrivato tanto tempo fa, ma ricordo che l’avevo segnato con una rovesciata. In quel momento ho sentito tantissima energia, correvo per il campo senza fermarmi!
Ho sempre voluto fare il calciatore, l’ho capito fin dalla prima volta in cui ho messo piede in un campo. Un allenatore che mi ha aiutato molto in carriera è stato Steve Cooper: con lui al Nottingham Forest abbiamo conquistato la promozione in Premier League, la prima vera vittoria importante della mia carriera
Il mio giocatore preferito della storia dell’Inter è sicuramente Ronaldo, il Fenomeno. Mi piace molto l’Italia: quando giocavo al Genoa ero rimasto colpito dalle vibrazioni positive di questo Paese, dal clima e dall’ottimo cibo. Il terzo posto al Mondiale? Non era il risultato che volevamo, puntavamo alla vittoria. L’Inghilterra però aveva fatto meglio solo nel 1966 quando vinse la Coppa: abbiamo avuto l’opportunità di fare la storia, è stata una bellissima emozione».