Finalmente Spence! L'Inter scopre una nuova arma sulla destra: contro il Feyenoord una prova da MVP
Focus

Finalmente Spence! L’Inter scopre una nuova arma sulla destra: contro il Feyenoord una prova da MVP

Largo, intraprendente, pericoloso e soprattutto naturale nel suo modo di interpretare la fascia: la prestazione di Spence riapre una riflessione importante sulle caratteristiche che servono all’Inter nel 3-5-2

A volte basta una partita per accendere una luce su qualcosa che, magari, era già sotto gli occhi di tutti. Contro il Feyenoord, Spence ha finalmente avuto l’occasione di mettersi in mostra, sfruttandola nel migliore dei modi. Una prestazione di altissimo livello, da vero MVP, che non rappresenta soltanto una bella notizia per il giocatore, ma offre anche uno spunto tattico interessante per l’Inter di Cristian Chivu.

LEGGI ANCHE: LE ULTIMISSIME SULL’INTER

La questione riguarda un ruolo fondamentale nel sistema nerazzurro: l’esterno destro nel 3-5-2. Avere un giocatore che interpreta quella posizione con il piede naturale sulla fascia può fare una differenza enorme. E la prova di Spence contro gli olandesi lo ha dimostrato chiaramente.

Rispetto a Diouf, Spence tende a mantenere una posizione più larga, garantendo ampiezza alla manovra e offrendo una soluzione differente per sviluppare il gioco. Non ha bisogno di rientrare continuamente sul piede forte per cercare la giocata: può puntare l’avversario, accelerare lungo la linea laterale e soprattutto arrivare sul fondo per mettere palloni pericolosi in mezzo.

È proprio questo uno degli aspetti più interessanti. L’Inter ha bisogno di esterni capaci di creare superiorità, ma anche di garantire una presenza costante sulle corsie. Spence, con il suo modo di giocare, permette alla squadra di sfruttare maggiormente la profondità e di cercare cross che possono diventare un’arma importante contro le difese schierate.

Inter News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

C’è poi un altro dettaglio da non sottovalutare: il suo coinvolgimento nella manovra. Spence partecipa con continuità alla costruzione, si propone per ricevere e offre una soluzione credibile ai compagni. Soprattutto, non sembra andare in difficoltà quando gli avversari alzano il pressing nella metà campo difensiva nerazzurra durante le prime fasi dell’azione. Una qualità preziosa, considerando quanto sia importante per l’Inter uscire pulita dalla pressione avversaria.

Ma c’è anche un aspetto che merita una menzione particolare: gli inserimenti sul secondo palo. Spence non rimane semplicemente largo ad aspettare il pallone, ma sa leggere lo sviluppo dell’azione e attaccare l’area di rigore. Lo aveva già dimostrato contro il Milan, quando si era fatto trovare nella posizione giusta sul tiro poi parato da Maignan. Anche contro il Feyenoord questa capacità è emersa come una risorsa da valorizzare.

Non si tratta di stabilire che Spence sia superiore a Diouf in assoluto, né di trasformare una buona prestazione in una sentenza definitiva. Si tratta piuttosto di riconoscere quanto possano essere differenti le caratteristiche dei giocatori impiegati sulla stessa fascia e quanto queste differenze incidano sull’equilibrio della squadra.

Nel 3-5-2, avere un esterno destro di piede destro significa poter sfruttare maggiormente l’ampiezza, il fondo e il cross naturale, senza rinunciare alla partecipazione alla costruzione e agli inserimenti offensivi. Spence sembra avere proprio queste caratteristiche.

La prestazione contro il Feyenoord, quindi, lascia in eredità qualcosa di più di una semplice soddisfazione individuale. L’Inter di Chivu potrebbe aver trovato una soluzione importante sulla corsia destra, una risorsa capace di offrire alternative tattiche e caratteristiche differenti rispetto a quelle già presenti in rosa.

Adesso servirà continuità, perché una partita non basta per conquistarsi un ruolo da protagonista. Ma una cosa è certa: dopo questa prova, Spence ha lanciato un messaggio forte. E forse era proprio quello che serviva all’Inter per guardare alla fascia destra con una prospettiva nuova.

LA PLAYLIST DELLE NOSTRE TOP NEWS

×