
La Gazzetta dello Sport fa il punto alla vigilia della sfida europea: la reazione del laterale dopo l’esclusione nel derby, la conferma di Spence e le scelte obbligate in difesa
L’Inter deve subito archiviare la brutta sconfitta subita nel derby col Milan. Non c’è tempo per piangersi addosso, domani quella col Feyenoord sarà una partita decisiva per il cammino dei nerazzurri in Champions League.
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«Dopo i tre schiaffi rimediati dal Milan, l’Inter cerca nuove carezze europee e lo fa ritrovando una formazione — e un sistema di gioco — meno disastrata di quella di sabato scorso. Assodato questo, largo a destra si avvia veloce come un treno verso la conferma dal primo minuto Djed Spence, potenziale arma in più per contenere la squadra di van Bronckhorst che corre forte sulle corsie esterne. Chivu ha lanciato l’ex Tottenham titolare nella gara più delicata della stagione contro i cugini, dopo che aveva messo da parte appena 21 minuti di Serie A in questa sua annata nerazzurra. Fiducia. E qualche ragionamento dettato da altrettante scelte obbligate (come Diouf in una porzione di campo a lui sconosciuta). Spence nel suo primo derby della Madonnina non è andato oltre la sufficienza — come del resto il 90 per cento dei suoi — ma è anche vero che è andato a un passo dal 2-2 negato da un balzo provvidenziale di Maignan», rivela La Gazzetta dello Sport.
Il riscatto di Dimarco e l’emergenza nel reparto arretrato
Dal lato opposto dell’inglese, invece, è pronto a riprendersi la sua fascia Federico Dimarco. Nel derby ha giocato soltanto l’ultimo spezzone di gara ma è entrato bene, anche se a situazione ormai compromessa. L’azzurro ha reagito da veterano a quell’esclusione — arrivata dopo giorni trascorsi più che mai vicino alla moglie che ha dato alla luce il loro terzo figlio — e ieri si è rivisto un Dimarco molto carico ad Appiano.
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Alle sue spalle, in difesa, le scelte sono obbligate, innanzitutto per la squalifica di Bastoni. Poi: Stones ancora è ai box e Pavard ha lavorato per la prima volta parzialmente in gruppo, rendendo difficile un suo impiego dal primo minuto. Davanti al terzetto composto da Bisseck, Akanji e Carlos Augusto, Chivu ritroverà Zielinski in regia, affiancato da Barella e Mkhitaryan.
Il ritorno al doppio attaccante con Thuram e Pio Esposito
Davanti, sospiro di sollievo, si torna a due. L’esperimento del derby ha fatto capire che l’Inter non è pronta a giocare con una sola punta. E lo stakanovista Thuram ritroverà al suo fianco un Pio Esposito che cerca riscatto: a Chivu restano altre 24 ore per decidere la formazione migliore in vista della notte di coppa, aggiunge il quotidiano.